“Ricostituire una organizzazione nazionale di categoria specifica per la tutela degli esercenti di attività di gioco, comprese sale giochi e sale bingo. Questo l’obiettivo con il quale ha preso il via l’attività di EGP, l’associazione che riunisce gli esercenti dei giochi pubblici. FIPE è una delle maggiori organizzazioni di categorie degli esercenti e questo ha permesso a EGP di potersi lanciare a tutela di un comparto nel periodo forse più difficile, quello cioè di lockdown”, ha spiegato Emmanuele Cangianelli (nella foto), Presidente Esercenti Giochi Pubblici – FIPE, nel suo intervento dal titolo “Il ruolo delle Gaming Halls – Sale Bingo per la sostenibilità dell’offerta di gioco” nell’ambito della presentazione del Report di Sostenibilità 2020 di HBG Gaming.

“Uno dei primi risultati dell’organizzazione è stata la definizione, con le altre rappresentanze, di un protocollo per le riaperture, strategico come strumento di interlocuzione con lo Stato e le regioni, che ha permesso anche di porre l’attenzione e di evidenziare la necessità delle aziende di procedere in tempi rapidi con le riaperture. Confidiamo nel fatto che lo stesso modello ci possa consentire di superare, nelle prossime settimane, anche le restrizioni che risultano ancora applicate. Nell’ultimo anno abbiamo tenuto circa 40 incontri con le istituzioni, abbiamo lavorato, in 7incontri, con le rappresentanze sindacali. Al centro dell’attività di EGP c’è sicuramente la necessità di continuare a rappresentare le difficoltà che ancora persistono nello svolgere queste attività, con i possibili rischi in termini di continuità e di perdita di posti di lavoro. E’ il momento di reinvestire, da parte delle istituzioni, nella qualità delle professionalità e dei prodotti di gioco, anche attraverso l’innovazione tecnologica, in una rete distributiva che sia sufficientemente estesa, anche per contrastare le infiltrazioni criminali”.

“Noi continueremo a investire nella qualità delle imprese, in strumenti di prevenzione ancora più efficaci degli strumenti messi in campo fino ad oggi come il distanziometro o l’obbligo di accesso con tessera sanitaria. Strumenti questi ultimi che si stanno rivelando inefficaci soprattutto in termini di tutela delle persone più fragili”, ha concluso Cangianelli.