Domani 10 ottobre le Commissioni permanenti del Consiglio regionale III e IV e il Comitato per la valutazione della normazione e la valutazione delle politiche hanno fissato un’audizione in merito alle ricadute conseguenti l’applicazione della legge regionale del Piemonte sul contrasto al fenomeno del gioco d’azzardo patologico.

Nel corso dell’audizione verranno ascoltati i rappresentanti degli operatori del gioco lecito e, per Astro, saranno presenti il Presidente Onorario Mario Negro e l’Avv. Massimo Piozzi del Centro Studi.

La legge regionale n.9 del 2016 che si proponeva di contrastare il fenomeno del disturbo da gioco d’azzardo attraverso la limitazione di un’unica tipologia di prodotto (nel caso di specie, gli apparecchi da gioco già installati in bar e tabacchi ovvero nelle sale dedicate), a quasi due anni di distanza dall’entrata in vigore della norma che introduce il cd ‘distanziometro’, ha avuto come principale effetto lo spostamento di fatturati all’interno del circuito industriale complessivo, senza far registrare un calo nella spesa di gioco che, invece, si è spostata verso altre offerte (a confermarlo solo gli ultimi dati pubblicati all’interno del Libro Blu di ADM) mentre, dal punto di vista epidemiologico, non è stata censita nessuna diminuzione dei soggetti affetti da DGA (disturbo da gioco d’azzardo).

Di contro, la normativa regionale, ha comportato lo smantellamento -quasi totale- del circuito legale di gioco, generando pericolose ripercussioni sul fronte occupazionale ed una riemersione dell’offerta illegale di gioco.

Alla luce di tali evidenze- che saranno dettagliatamente illustrate nel corso dell’audizione-, l’auspicio è che il nuovo Consiglio regionale del Piemonte si ponga su una linea di discontinuità rispetto al precedente e, recependo l’inefficacia degli strumenti adottati sino ad oggi, si preoccupi di porre in essere ed attuare efficacemente quella parte dell’impianto normativo che si occupa di prevenzione e contrasto alle problematiche legate al gioco contemperando, al tempo stesso, le esigenze di tutela dell’occupazione e dell’imprenditoria legata al settore.

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