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Oggi approda in consiglio comunale a Reggio Emilia la proposta del nuovo Regolamento comunale del gioco d’azzardo, con una delibera che porta la firma dei capigruppo Gianni Bertucci (5 Stelle), Gianluca Cantergiani (Pd), Giacomo Benassi (+Europa), Paolo Burani (Immagina Reggio), Palmina Perri (Reggio E’), Claudio Bassi (Forza Italia), Cristian Panarari (gruppo Misto), Cinzia Rubertelli (Alleanza Civica), oltre che dell’assessora Mariafrancesca Sidoli. La delibera sarà presentata in conferenza stampa prima della riunione del consiglio. Non c’è la firma del gruppo Lega, e nemmeno dell’on. Vinci di Fratelli d’Italia.

Principale promotore il presidente di Sala del Tricolore Matteo Iori. Il nuovo regolamento ha un obiettivo dichiarato: ridurre ulteriormente gli spazi del gioco legale nel territorio comunale oltre i limiti già sanciti (ad esempio la distanza di almeno 500 metri dai luoghi sensibili, come le scuole). “Il Comune – si legge nella bozza di Regolamento sottoposta al Consiglio – si prefigge l’obiettivo di garantire che la diffusione dei locali in cui si pratica il gioco lecito avvenga evitando effetti pregiudizievoli per la sicurezza urbana, la viabilità, l’inquinamento acustico e la quiete pubblica, limitando le conseguenze sociali dell’offerta dei giochi sulle fasce di consumatori psicologicamente più deboli, quali giovani ed anziani. Il Regolamento è, inoltre, finalizzato a garantire il corretto rapporto con l’utenza ed a incentivare un accesso responsabile al gioco che non porti a fenomeni di dipendenza“. E’ quanto scrive reggioreport.it.

Ma come saranno realizzate le finalità del Regolamento? Sul tavolo, di fatto, c’è una riduzione robusta dell’orario di apertura delle sale gioco e di funzionamento delle macchinette in bar ed esercizi pubblici: nella provincia di Reggio Emilia le slot legali di vario tipo (quello autorizzate e collegate ai Monopoli) sono un migliaio, mentre sono una cinquantina le sale gioco e le sale scommesse, aperte 24 ore su 24 e nelle quale lavorano su quattro turni centinaia di persone.

La determinazione delle orario sarà demandata al sindaco, ma già il Regolamento prescrive “specifiche fasce orarie di apertura/chiusura” con l’ obiettivo “di rendere difficoltoso il consumo di gioco per le popolazioni più vulnerabili quali i giovani e gli anziani“.

Con una maggioranza così ampia, l’approvazione appare scontata, tuttavia la proposta approda in Sala del Tricolore senza che siano stati ascoltati gli imprenditori del gioco legale, riuniti in Astro-Confindustria. Si parla comunque nei corridoi di un taglio dell’orario di funzionamento delle macchinette: otto ore al giorno, di fatto un terzo dell’attuale. Gli imprenditori la considerano un’alzata di scudi inutile (è in vista la scadenza delle concessioni statali, e in quell’ambito l’intero settore subirà un riordino omogeneo a livello nazionale, con una prevedibile riduzione concordata dei periodi d’apertura), destinata a provocare più danni che benefici, senza efficacia nel contrasto al gioco compulsivo, con nuovi spazi per il gioco illegale e soprattutto con la perdita di molti posti di lavoro.

Astro-Confindustria ha deciso di non restare passiva e ha preparato una lettera del proprio Centro studi alla Giunta reggiana e ai consiglieri per spiegare, dati alla mano, perché sarebbe un errore e anche un atto illegittimo la riduzione come viene prospettata nei pour-parler ufficiosi. L’Intesa del 2017, in sede di Conferenza unificata, ha stabilito un tetto massimo di sei ore di fermo giornaliero del gioco legale e e che la definizione delle fasce orarie debba avvenire con l’Agenzia delle Dogane e del Monopoli.

A promuovere l’intervento di Astro è Giuseppe Michele Iori, noto imprenditore reggiano del settore, amministratore delegato di Ricreativo Spa, consigliere dell’associazione confindustriale, titolare di due sale gioco in provincia più 4 centri di distribuzione, con 22 filiali e trecento dipendenti a livello nazionale, per un fatturato pre-pandemia di 35 milioni l’anno.

“Da qualche scambio di messaggi – conferma – si profila un taglio drastico delle aperture, con otto ore di accensione delle slot al giorno, non sappiamo con quali interruzioni. Ci meraviglia il fatto di non essere stati interpellati prima, perché avremmo potuto dare un contributo di chiarezza, come abbiamo sempre fatto a livello nazionale. Da lunedì la palla sarà al sindaco Vecchi, perchè la decisione sugli orari spetterà a lui. E proprio per il dovere di essere chiari, posso dire che con otto ore di accensione il mio gruppo dovrà lasciare a casa a Reggio una trentina di dipendenti. Ma fra tutti gli operatori i licenziamenti, a conti fatti, saranno ottanta. Senza contare quei bar, e sono davvero tanti, che senza l’introito delle macchinette dovrebbero chiudere. Per questo, anche a nome di Astro Confindustria, mi auguro che ci sia spazio per ragionare e valutare le conseguenze di certe decisioni”.

Secondo Iori, dopo un anno e tre mesi di chiusura per la pandemia, il colpo al settore sarebbe devastante: “Perchè, vede, se un tabaccaio spegne le sue macchinette può continuare a vendere i gratta e vinci e raccogliere sino alla sera le giocate della lotteria istantanea del 10 e lotto, con estrazioni ogni dieci minuti. La gente continuerebbe a giocare su altri fronti, e a vincere sarebbero sempre gli altri prodotti di gioco che infatti durante le chiusure del lockdown, nel 2020, hanno aumentato gli introiti a dismisura. Noi intanto dobbiamo coprire i debiti, e solo da una settimana abbiamo riacceso il 50% delle macchinette di prima, per rispettare le norme sul distanziamento”.

Il punto è che, se si spegne il gioco legale, immediatamente prende il sopravvento quello illegale. E se chiudi le sale gioco legali e controllate, i cui dipendenti devono frequentare corsi di formazioni specifici per identificare i giocatori compulsivi e allontanarli dalle macchine – aggiunge il Ceo di Ricreativo – i giocatori immediatamente passano alle sale illegali (che non mancano) “ma soprattutto dallo smartphone entrano nei casinò on line, aperti a tutte le ore del giorno e della notte. E non bisogna dimenticare che dal gioco legale lo Stato introita 5 miliardi l’anno, in pratica l’importo di una manovra finanziaria”.

“Aggiungiamo pure che i casino on line legali, vale a dire i siti .it, sono in netta minoranza rispetto al dilagare dei siti illegali, quelli .com che non pagano tasse in Italia e mettono in rete i prodotti utilizzati a piene mani dai circoli non autorizzati”.

Ciò detto, cosa propongono gli imprenditori sul fronte degli orari? “Come mediazione, si potrebbe arrivare a una riduzione limitata senza interruzioni nell’arco della giornata. Ma resto convinto che il proibizionismo non porti a nulla, e noi lo abbiamo verificato sul campo, perché i casi limite, quelli che ci costringono ad accompagnare un giocatore alla porta, non superano l’1-2%. Mentre col dilagare del gioco illegale, la situazione finirebbe inevitabilmente fuori controllo, Come ho detto, ora la palla passa al sindaco Vecchi”.