“È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dello scorso 27 aprile il DPCM “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale” del 26 aprile 2020.

Il Governo elabora la strategia per la ripartenza di alcune attività produttive, stabilendo degli step temporali di apertura ma rimanda i giochi (e non solo i giochi) ad una non ben definita fase 3. Nonostante il riavvio di alcuni prodotti che potranno essere offerti all’interno dei locali che sono rimasti aperti durante il periodo di lockdown -ovvero le tabaccherie- nessun riferimento alla riapertura degli altri ambienti che distribuiscono gioco”. Così in una nota AsTro.

“L’attività di gioco, dopo essere stata assimilata alle altre attività di svago (quali -ad esempio- le discoteche ed i cinema) per le quali non è stata calendarizzata nessuna data per la ripartenza, in realtà si discosta molto da simili tipologie di locali. La differenza è data dalla “maggiore sicurezza” che possono offrire i punti gioco: nelle sale dedicate, ad esempio, possono essere adottate con facilità misure di distanziamento sociale tenuto conto che, già da tempo, le stesse utilizzano misure di controllo stringenti sia con riguardo agli accessi, sia a ciò che avviene all’interno dei locali adeguatamente forniti di sistemi di videosorveglianza. Uguali considerazioni possono essere fatte con riguardo agli esercizi generalisti che offrono gioco, in cui gli spazi dedicati agli apparecchi da intrattenimento sono già collocati in posizione defilata rispetto a quella parte del locale destinato all’attività commerciale prevalente e, dunque, facilmente controllabile.

Sarebbe stato il caso di assimilare i punti che offrono gioco agli altri esercizi commerciali (quali, ed esempio, negozi di commercio al dettaglio, per i quali la ripartenza è prevista per il prossimo 18 maggio) in quanto il rischio di assembramento è controllabile e, soprattutto, evitabile e possono essere facilmente adottati dei protocolli per la messa in sicurezza dei lavoratori e dei clienti.

La chiusura totale e prolungata ha già messo in ginocchio centinaia di aziende (non solo di gioco) ed il suo protrarsi non potrà che aggravare lo scenario in cui molte di esse non saranno più in grado di riaprire”.