“I temi da risolvere unanimamente condivisi sono: esigenza di stabilità e pianificazione, stop all’aumento dei tassazione L’intesa è stata raggiunta in Conferenza Unificata, ma manca un decreto attuativo. 78mila occupati, 5 miliardi di effetti economici indotti, versamento nelle casse dello Stato di oltre 10 miliardi, 2 miliardi di valore da consume indotto e 14 miliardi di valore aggiunto. Incidenza sul Pil dell’1%, credo che sia tanto, questo serve per comprendere che l’attenzione che pensiamo di ricevere, forse ce la meritiamo”.

Lo ha detto l’avvocato Geronimo Cardia (Presidente Acadi), intervenendo al convegno di presentazione del “Primo Rapporto sul Gioco Pubblico” presso la sala Orlando del Centro Congressi di Confcommercio Imprese per l’Italia e Roma in piazza G.G. Belli, 2 realizzato da Confcommercio e Acadi.

“Ci sono tre punti importanti. Aspetto fiscale, riordino e riqualificazione dell’offerta. Noi siamo il simbolo di una emersione che è il nero nel settore del gioco. Il distanziometro fa un assist alla criminalità organizzata e non contrasta il disturbo da gioco d’azzardo. Voglio lanciare una concreta idea di riordino, individuando delle misure serie, con un processo di riqualificazione della domanda, dobbiamo fare prevenzione, soprattutto nelle scuole. Basta con questi divieti assoluti che non permettono di distinguere da gioco legale e illegale. Abbiamo delle forme di controllo su come vengono spesi i 50 milioni destinati alla cura dalla patologia da gioco? Noi vogliamo prodotti più controllati, più misurati, si ragioni su questo, cerchiamo di trovare posti identificati destinati al gioco e qualifichiamo l’offerta anche sotto il profilo delle persone. Vogliamo stabilità, normalizzazione del sistema, basta continui attacchi, riduzioni degli aggi e basta continuare ad ignorare questo comparto”.