Si è tenuta oggi pomeriggio nella sede di Confindustria a Roma l’Assemblea pubblica di Sistema Gioco Italia, la Federazione di filiera dell’industria del gioco di Confindustria. Durante l’Assemblea, Sistema Gioco Italia ha presentato 10 proposte per riformare l’intera filiera del gioco legale, mettendo al centro la tutela del giocatore e proponendo un progresso sostenibile e responsabile del settore nei territori.

L’incontro è avvenuto in un momento in cui il gioco è tornato prepotentemente nel dibattito pubblico viste le ultime misure del Governo che, nel cosiddetto “Decreto Dignità”, ha deciso di introdurre il divieto della pubblicità del gioco. Questa misura segue i numerosi interventi delle Regioni e dei Comuni, ultima la città di Roma, che da molti anni stanno agendo in maniera disomogenea, introducendo provvedimenti che portano all’espulsione del gioco legale dai territori.

L’industria del gioco legale in Italia conta 150.000 addetti, 6.000 imprese e solo nel 2017, secondo le ultime stime disponibili presentate durante l’Assemblea dal prof. Marco Spallone (CASMEF-LUISS), ha garantito allo Stato un gettito erariale di circa 9.5 miliardi di euro.

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“Chiediamo al Governo, e in particolare al Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, di aprire un tavolo di confronto con l’industria del gioco. Noi siamo pronti a presentare le nostre 10 proposte che vanno nell’ottica di una maggiore regolamentazione di tutta la filiera con l’obiettivo di rafforzare le tutele per i cittadini. Il nostro settore ha bisogno di una riforma organica, ci sono 150.000 famiglie e milioni di investimenti privati che sono a rischio se non si interviene” ha sottolineato il Presidente di Sistema Gioco Italia, Stefano Zapponini, aprendo i lavori dell’Assemblea.

“La decisione del Governo di inserire il divieto di pubblicità nel Decreto Dignità è per noi un segnale molto negativo e auspichiamo che il Parlamento intervenga per migliorare questa norma. Questa misura, così come gli interventi di Regioni e Comuni sui territori, stanno facilitando un ritorno del gioco illegale, molto spesso in mano alla criminalità organizzata e che sfugge a qualsiasi tipo di controllo. Ribadiamo la nostra disponibilità a una discussione anche franca con tutte le Istituzioni ma, se si vogliono veramente tutelare i cittadini, è necessario intervenire non sui singoli aspetti ma con una riforma complessiva di tutta la filiera, come Sistema Gioco Italia propone già dal 2013, che non può essere raggiunta con la decretazione d’urgenza“ ha affermato Stefano Zapponini.

“Il settore ha bisogno di una riforma profonda – economica e sociale – che vada nella direzione della sostenibilità superando quanto prima la divaricazione tra la normativa nazionale e quelle regionali. Confindustria si augura che il governo voglia vararla al più presto, tenendo conto dei suggerimenti della categoria tesi a garantire allo stesso tempo certezza del diritto e agibilità a garanzia degli investimenti e dell’occupazione. Si tratta di settore fondamentale dell’economia italiana che coinvolge non solo gli operatori del gioco in senso stretto, ma anche altri settori ad alta professionalità – dallo sport agli eventi, dalle sponsorizzazioni all’esercizio di radio e tv. Un settore complesso e diversificato, dunque, che merita attenzione e rispetto” ha dichiarato il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia chiudendo i lavori dell’Assemblea.

I 10 PUNTI DELLA PROPOSTA DI SISTEMA GIOCO ITALIA

1. Soluzioni alternative al distanziometro per evitare l’espulsione del gioco legale dai territori

2. Interventi di razionalizzazione dell’offerta

3. Innalzamento qualitativo dei punti gioco (bar, tabacchi e sale dedicate)

4. Riqualificazione della filiera e formazione degli operatori

5. Implementazione di linee guida nazionali sull’impatto urbano e la comunicazione

6. Revisione della disciplina del prelievo erariale sui singoli giochi

7. Rafforzamento della regolamentazione del gioco online

8. Regolamentazione della pubblicità

9. Espletamento del bando di riassegnazione delle concessioni del Bingo

10. Riforma complessiva del settore dell’ippica

Sistema Gioco Italia è l’unica Federazione di filiera dell’industria del gioco e dell’intrattenimento. Nata a febbraio 2012 all’interno di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, la Federazione, attraverso le Associazioni di categoria e i Concessionari di gioco, rappresenta la filiera industriale del gioco lecito in Italia: i costruttori di apparecchi da
intrattenimento, i gestori degli apparecchi, i concessionari del gioco legale e l’ippica italiana.

A Sistema Gioco Italia aderiscono quattro Associazioni di categoria e tre Concessionari:

ACMI Associazione nazionale dei Costruttori di Macchine da Intrattenimento

Assotrattenimento Associazione Nazionale dei Gestori degli Apparecchi da Intrattenimento

Federbingo Federazione Nazionale dei Concessionari del Bingo

Federippodromi Federazione Ippodromi d’Italia

Codere Italia S.p.A – Concessionario di Stato

Netwin Italia S.p.A – Concessionario di Stato

Sisal Group S.p.A. – Concessionario di Stato

Sistema Gioco Italia opera per tutelare gli interessi del settore del gioco oggi composto di 6.000 imprese che creano un bacino occupazionale di oltre 150.000 addetti. Il suo scopo principale è quello di favorire il progresso sostenibile e responsabile del settore nel totale rispetto della legalità, della correttezza e dell’etica professionale. La Federazione promuove inoltre il ruolo collettivo del comparto nei confronti del sistema delle imprese e delle sue rappresentanze associative.

L’INTERVENTO DEGLI ENTI LOCALI E GLI EFFETTI DELL’INCERTEZZA LEGISLATIVA

In assenza di una reale azione di coordinamento da parte dello Stato nel settore del gioco, dal 2014 si sono inseriti numerosi interventi da parte delle istituzioni locali tesi a ridurre drasticamente e radicalmente la presenza delle reti di vendita sui territori con manovre spesso impostate su finalità espulsive. Tra queste ricordiamo in particolare:

Il distanziometro: il divieto di aprire o mantenere operativa un’attività di gioco sotto una certa distanza (generalmente 300 o 500 mt) da una serie di luoghi c.d. sensibili (es. chiese, scuole, ospedali, centri di aggregazione giovanile, ecc.).

Gli orari di funzionamento: molti Comuni hanno introdotto una regolamentazione degli orari di funzionamento di AWP e VLT, mettendo, in alcuni casi, a rischio la sostenibilità operativa ed economica dei punti di vendita.

Queste misure hanno messo gravemente in difficoltà gli operatori della filiera senza fare nulla per tutelare il giocatore e ridurre il fenomeno del Gioco d’Azzardo Patologico (GAP).

Il precedente Governo nel 2017 aveva avviato alcuni interventi sul settore che stanno portando alla drastica riduzione degli apparecchi (da circa 400 mila a 265 mila slot) senza tuttavia riuscire ad arginare gli interventi da parte delle istituzioni locali che con i loro provvedimenti minano la tutela della legalità alla base della legislazione statale.

Inoltre, l’incertezza normativa che da anni caratterizza questo settore sta allontanando gli investitori mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.

LA PROPOSTA DI SISTEMA GIOCO ITALIA

Soluzioni alternative al distanziometro e agli orari di funzionamento per evitare l’espulsione del gioco legale dai territori: vista la riduzione del numero di slot con relativa concentrazione dei punti vendita queste misure non sono più necessarie. Persistere su questa strada comporterebbe la definitiva scomparsa del gioco regolamentato aprendo le porte all’illegalità.

Interventi di razionalizzazione dell’offerta: definizione e introduzione di una nuova generazione di slot che consentano significativi progressi in termini di sicurezza, salvaguardia socio-sanitaria e uniformità di funzionamento orario. Inoltre, la nostra proposta prevede la riduzione del numero massimo di apparecchi da intrattenimento nel canale generalista portandolo dall’attuale valore di 8 a massimo 4, con contestuale eliminazione totale di apparecchi nei locali sotto i 20 mq e cancellazione del canale di vendita dei c.d. generalisti secondari (es. ristoranti, hotel, stabilimenti balneari, ecc.).

Innalzamento qualitativo dei punti gioco (bar, tabacchi e sale dedicate): rivedere gli standard qualitativi al fine di ottenere sul territorio una nuova classificazione dei punti che offrono gioco legale, tenendo al centro delle valutazioni la tutela del consumatore e la tutela dell’ordine pubblico. Per questo, proponiamo di attuare un piano straordinario di controlli volto a contrastare la pratica del gioco illegale.

Riqualificazione della filiera e formazione: attraverso un percorso di concentrazione e qualificazione della figura del gestore quale impresa proprietaria di apparecchi da gioco lecito, sottoposti a regime autorizzatorio, che provvede all’installazione e manutenzione degli stessi; identificazione di programmi di formazione degli operatori, primo presidio di legalità sul territorio, per diffondere la conoscenza e l’applicazione delle regole e per dare maggiori garanzie al consumatore.

Implementazione di linee guida nazionali sull’impatto urbano e la comunicazione uniformando l’intero panorama della comunicazione di prossimità, legata per lo più alle vetrine di gioco. SGI ritiene opportuno eliminare qualsiasi forma di richiamo al gioco stesso (immagini di slot, immagini di cavalli, immagini di soldi, estrazione di palline), anche superando l’attuale obbligo di oscuramento previsto dalla circolare Aams del 7 settembre 2010, Prot. n. 2010/29581/Giochi/ADI, garantendo la sola presenza del marchio distintivo del concessionario di gioco. L’uniformità di questo tipo di comunicazione a livello nazionale, garantirebbe maggiore decoro dei contesti urbani e minore incentivazione al gioco, nonché meno visibilità dello stesso.

FISCALITA’ DEGLI APPARECCHI DA GIOCO

L’attuale modello di prelievo erariale è riferito al volume della raccolta lasciando margini di ricavo esigui alla filiera che è poi soggetta alla tassazione d’impresa. I Paesi europei omologhi al nostro, che possono quindi costituire benchmark di riferimento, applicano, invece, alla raccolta mediante apparecchi, la tassazione sul margine.

Convertendo gli attuali livelli di prelievo alla diversa modalità di calcolo adottata in Europa, nel nostro Paese la raccota di gioco attraverso apparecchi conosce una pressione fiscale media del 58,4%, rispetto al 38% della Spagna, al 25% del Regno Unito ed al 22% della Germania. E’ urgente comprendere che la sostenibilità dell’attività imprenditoriale non è immune al progressivo aumento della fiscalità.

LA PROPOSTA DI SISTEMA GIOCO ITALIA

Revisione della disciplina del prelievo erariale sui singoli giochi con il passaggio graduale al calcolo del prelievo erariale applicato sul c.d. margine e non più sulla raccolta. Questo consentirebbe di parametrare l’offerta alle esigenze della domanda, sottraendo ulteriori spazi ai prodotti di gioco non legali e garantendo comunque gli adeguati livelli di gettito erariale. Questo deve necessariamente accompagnarsi ad uno scenario di stabilità delle politiche fiscali, almeno nel medio periodo.

GIOCO ONLINE

In Italia ha iniziato il suo processo di legalizzazione circa 10 anni fa, con il prinicpale obiettivo di tutelare il giocatore sul web. La rete offre infatti possibilità di gioco attraverso piattaforme dislocate nei Paesi più remoti e senza nessuna tutela per il giocatore. Il processo di regolamentazione ha seguito tre principali filoni: l’inibizione tecnica dell’accesso verso alcuni siti (dot com), la parificazione dell’offerta di gioco rispetto al mercato illegale e l’implementazione di strumenti a tutela dei minori e delle persone più deboli, portando il sistema italiano ai più alti livelli di performance al pari di mercati più maturi come quello inglese. Inoltre, nel 2018 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha istituito il registro unico degli autoesclusi. Questo strumento consente ad un giocatore che decide di autoescludersi dai siti del gioco legale online la possibilità di bloccare il proprio codice fiscale a livello di anagrafe centrale così da non poter più accedere ad alcuna forma di gioco legale online.

LA PROPOSTA DI SISTEMA GIOCO ITALIA

Rafforzamento della regolamentazione del gioco online attraverso il blocco dei flussi finanziari, ovvero l’inibizione per i circuiti finanziari e le banche di accettare transazioni verso siti di gioco ‘dot com’. Questo strumento, assiema alla cosiddetta white list ed al blocco informatico di accesso a questi siti, potrebbe dare il colpo finale ai siti illegali ancora rimasti attivi rafforzando quindi le tutele per il giocatore.

PUBBLICITA’

Nel luglio 2014 la Commissione Europea è intervenuta sul tema rivolgendo una Raccomandazione agli Stati membri con l’invito ad inserire nelle proprie normative in materia di gioco alcuni principi e linee guida volte a tutelare il consumatore. L’orientamento UE si sintetizza in un approccio che prevede la regolamentazione ed esclude il divieto assoluto alla comunicazione del prodotto gioco. I divieti sono circoscritti e definiti per specifici prodotti di gioco o per determinare fasce orarie e/o programmi e tale posizione conferma la tesi secondo cui la pubblicità è uno dei mezzi utili a distinguere l’offerta di gioco legale da quella illegale. In Italia, il Governo ha deciso di intraprendere un altro percorso, inserendo il divieto della pubblicità per il gioco legale all’interno del cosiddetto ‘decreto dignità’ e rendendo così l’Italia il primo paese europeo ad implementare questa misura.

LA PROPOSTA DI SISTEMA GIOCO ITALIA

Rafforzamento della regolamentazione in materia di pubblicità del gioco legale, attraverso una valutazione preventiva dei messaggi pubblicitari, un consolidamento delle azioni di monitoraggio e controllo e con il divieto totale della pubblicità da parte di soggetti privi di concessione statale. Il rafforzamento della regolamentazione può passare dal divieto dell’utilizzo dei testimonial all’interdizione delle comunicazioni commerciali per i giochi ad alto tasso di compulsività, ovvero quelli in cui c’è istantaneità tra giocata e vincita. Mentre il Governo è intervenuto con una norma di divieto assoluto la nostra proposta è quindi di regolare, non vietare, in un contesto di maggior contrasto all’illegalità.

IL BINGO IN ITALIA

La rete del Bingo in Italia conta 200 punti sala e 10.000 occupati, tra dipendenti e indotto mentre il settore si attesta su un volume di gioco raccolto pari a 1.500 milioni di euro/anno. Il concessionario Bingo opera in forza di una concessione per la quale deposita una garanzia di € 516.000 e trattiene circa il 18% del giocato. Come per altri settori dell’industria del gioco, le norme delle istituzioni locali impediscono la piena operatività delle sale prevedendo limitazioni temporali alla raccolta e portando in alcuni casi anche alla chiusura delle sale bingo non permettendo l’effettiva programmazione degli investimenti per gli operatori. Inoltre, il settore del bingo sta aspettando dal 2014 un bando di assegnazione delle concessioni ed attualmente le concessioni del Bingo continuano ad essere operative grazie ad una proroga onerosa, a carico di ciascun concessionario, per un importo pari a 90.000 euro/anno.

LA PROPOSTA DI SISTEMA GIOCO ITALIA

Espletamento del bando di riassegnazione delle concessioni a seguito del riordino della normativa locale (comunale e regionale). Riconoscimento del ruolo del concessionario attraverso l’elevazione degli standard societari ed organizzativi a tutela dei valori economici, occupazionali ed erariali. Riorganizzazione del sistema di accesso alle sale Bingo a contrasto del gioco minorile e della dipendenza da gioco d’azzardo patologico attraverso l’obbligo di presentazione di un documento d’identità e la creazione di un sistema di controllo informatizzato per l’esclusione ed autoesclusione dei soggetti a rischio dipendenza.

IL SETTORE DELL’IPPICA IN ITALIA

Il “settore ippico” rappresenta una filiera articolata che inizia nell’agricoltura (allevamento e produzione di mangimi, foraggio e lettiere) e prosegue nei centri di allenamento e negli ippodromi, attraverso l’opera di differenti operatori come i proprietari, gli allenatori, i fantini e i veterinari. L’ultimo censimento disponibile del 2010 indicava una filiera composta da circa 200 mila cavalli, cui facevano capo circa 280 mila ettari per l’allevamento (ridotti nei numeri per i soli cavalli da corsa a circa il 20% dei valori indicati) e, che corrispondevano a circa 48.500 operatori direttamente o indirettamente occupati. Oggi questi numeri si sono drasticamente ridotti a causa della gravissima crisi che negli ultimi sei anni ha investito il comparto, ma si tratta comunque di migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti. La gestione pubblica del settore, che dal 2013 è controllato del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, è strettamente legata alla crisi che ha colpito l’ippica italiana negli ultimi anni.

Questa infatti impedisce una gestione capace di rispondere alle sfide del mercato, innovando il prodotto per renderlo appetibile alle nuove generazioni.

L’insufficiente conoscenza delle dinamiche del settore rende inefficace e intempestiva la gestione del palinsesto delle corse, con il deterioramento della qualità degli eventi, la perdita di interesse da parte degli appassionati e la progressiva riduzione della raccolta delle scommesse.

Le minori risorse disponibili hanno portato alla riduzione dei montepremi al traguardo, alla contrazione del numero dei cavalli nati e di quelli in attività insieme al numero delle corse e delle giornate di corsa.

La gestione “routinaria” del prodotto scommessa ippica da parte dell’Amministrazione dei monopoli è stata sempre improntata alla conservazione e si è dimostrata disattenta alle possibili innovazioni commerciali.

LA PROPOSTA DI SISTEMA GIOCO ITALIA

Riforma complessiva del settore dell’Ippica attraverso il riordino della regolamentazione del comparto, la valorizzazione dell’intera filiera, una gestione imprenditoriale del settore e l’istituzione della Lega Ippica.

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