Pubblichiamo a seguire la risposta dell’avv. Piozzi (AsTro) inviata al Direttore Responsabile della redazione del quotidiano Avvenire, Dott. Tarquinio, in riferimento a quanto pubblicato oggi sul suo quotidiano, dal titolo ”Contare il denaro dell’azzardo misurare la salute delle persone”.

“Egregio Direttore, mi conceda “due righe” solo sull’incipit della Sua controreplica. Non ci sembra corretto accusarci di <<sollevare una questione di ragioneria>> quando sono anni che assistiamo ad un approccio, anche da Voi sostenuto, che intende affrontare il serio problema della ludopatia con metodologie ispirate solo da analisi “geometriche” (misurazione delle distanze) e “contabili”. Le è infatti sfuggito, tanto da averne omesso la pubblicazione, il passaggio in cui, in luogo del suddetto “metodo”, proponiamo un approccio che parta dal “malato” e dalle concause socio-psicologiche della dipendenza, per elaborare soluzioni, tra cui potranno certamente rientrare limitazioni al libero esercizio delle attività commerciali da noi mai rifiutate a priori. Tali limitazioni, ne siamo certi, se modellate sull’analisi del “paziente” e delle connessioni sociopsicologiche che lo riguardano, avrebbero diversa natura rispetto a quelle attuali, realizzate con la calcolatrice, il metro, il compasso e l’accetta”.