“Creare legami tra le imprese del gioco legale e le cosche mafiose, significa voler gettare fango sul comparto già duramente provato da forme di tassazione inaccettabili e non più sostenibili. Alludere in ogni modo ad un qualsiasi collegamento tra la malavita organizzata e le organizzazioni criminali con l’industria del gioco pubblico è infamante e oltraggioso per chi come tanti perseguono e rispettano i principi di legalità e correttezza”.

Così in una nota Sapar, che intende “non dar seguito ad alcuna forma di provocazione gratuita dettata peraltro dalla scarsa conoscenza di fatti e circostanze che stanno portando in Piemonte al sequestro di apparecchi da intrattenimento del tutto illegali, i cosiddetti “totem”, più volte oggetto di denunce e di segnalazioni sul territorio.

È forse questo l’effetto di una legge regionale che limita e ostacola gravemente la libertà d’impresa secondo una visione proibizionistica del gioco pubblico ignorando l’esistenza di un tessuto sociale capace di attirare a se’ investimenti, creare occupazione, cancellando con un colpo di spugna gli unici presidi di legalità garantiti da migliaia di gestori schiacciati da norme, leggi e decreti devastanti. È davvero intollerabile come per mano politica la scarsa conoscenza della filiera produca ricadute negative sulle imprese del settore.

Al danno materiale si aggiunge il danno d’immagine fortemente viziato da atteggiamenti pregiudizievoli che non trovano alcun riscontro con la realtà. Invitiamo pertanto il consigliere regionale Leu, Marco Grimaldi, a evitare considerazioni diffamanti e offensive che non trovano alcun riscontro con la realtà. Lo invitiamo a risparmiarci lezioni retoriche che in un contesto politico non riescono a conquistare neanche un like dell’elettorato”.