«Non è il caso di dividere il settore in questo momento di crisi. Condivido la posizione di sostegno al comparto dell’ex governatore Roberto Cota ma non su questo punto: l’esperienza di protesta del Piemonte – finalizzata alla modifica della legge del 2016 – nasce tra gestori (proprietari di sale e fornitori di bar e tabacchi), baristi e tabaccai. Queste ultime due categorie sono state le prime ad essere colpiti dalle restrizioni della norma».

E’ quanto afferma Massimiliano Pucci (nella foto), presidente di As.tro, commentando l’intervista rilasciata questa mattina a “La Stampa” da Cota, che condivide l’ipotesi di mantenere le restrizioni esistenti per le slot nei bar – “non vanno bene” ha detto – e procedere “con prudenza” per le tabaccherie.

Discorso diverso per le sale, secondo Cota si tratta di “operatori professionali a cui bisogna consentire di svolgere la propria attività” e per i quali il distanziometro retroattivo “va fermato”. Pucci ribadisce invece che «i pochi soldi di una slot a fine mese aiutano a superare la crisi economica profonda in cui versano bar e tabacchi, colpiti prima dalla legge regionale e poi dalla pandemia. Il settore deve essere compatto, troppe volte si è pagato lo scotto delle divisioni interne, non esiste una serie A e una serie B del gioco. Esiste chi fa gioco lecito contro chi fa gioco illecito».