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I dati del Libro Blu 2018 dei Monopoli di Stato sui volumi del gioco d’azzardo in Italia confermano ulteriormente l’efficacia della Legge Regionale del Piemonte.

Sono disponibili da alcuni giorni in forma ufficiale alcuni dati sui volumi di gioco nel 2018 in Italia; quelli per il gioco offline sono forniti anche suddivisi per Regione e questo permette un confronto tra territori, in particolare tra quanto successo in Piemonte e quanto nel resto d’Italia dal 2016 (anno di emanazione della Legge 9 del 2 maggio 2016) al 2018. Lo stesso confronto non è operabile sui volumi del gioco online (che sfiorano complessivamente in Italia, con 31,4 miliardi, il 30% del totale – 106,8 miliardi), anche se sui dati del primo semestre 2018 forniti nei mesi scorsi alla Regione Piemonte in formato scomposto per Regioni era stato possibile rilevare come il consistente aumento del gioco online dal 2015 al 2018 (primo semestre) era stato maggiore in Italia complessivamente (+ 81%) che nel solo Piemonte (+75%). Sulla rilevanza di questo dato (in particolare come elemento oggettivo di confutazione delle retoriche che affermavano un presunto effetto di “rimbalzo” sul gioco online della restrizione del gioco con apparecchi) mi ero già espresso in seno alla Conferenza internazionale sul gioco online organizzata dall’Istituto Superiore di Sanità nel mese di febbraio 2019 a Roma.

Veniamo ai dati forniti ed esaminiamoli in termini di Spesa (“Raccolta”) e Perdite (“Speso”).

GIOCO FISICO TOTALE: dal 2016 al 2018 nel resto d’Italia la “raccolta” fisica – globalmente intesa – CRESCE di 1090 milioni (da 69.610 a 70.700 milioni, +1,6%), in Piemonte essa DIMINUISCE di 497 milioni (da 5127 a 4630 milioni, -9,7%); analogo il trend delle perdite che diminuiscono un po’ dappertutto ma SOLO del 2,9% nel resto d’Italia (481 milioni su 16.728) e ADDIRITTURA del 17,8% in Piemonte (da 1245 milioni a 1023 milioni, meno 222 milioni).

GIOCO CON APPARECCHI FISICI (New Slot e VLT): essendo la restrizione piemontese incentrata sugli apparecchi (dapprima con le limitazioni orarie dei Comuni, poi con il “distanziometro”) la discrepanza si fa ancora più rilevante. Dal 2016 al 2018 la “raccolta” dagli apparecchi fisici nel resto d’Italia è sostanzialmente stazionaria (-0,4%, da 45.879 a 45.687 milioni), in Piemonte DIMINUISCE FORTEMENTE; 19,9%, da 3709 a 2975 milioni, 734 milioni giocati in meno nel 2018 rispetto al 2016 con New Slot e VLT. Se si esaminano le perdite anch’esse nel resto d’Italia sono sostanzialmente stazionarie (+ 0,6% da 9.663 a 9.692 milioni) ma in Piemonte la diminuzione raggiunge il 28,2%; 219 milioni persi in meno con gli apparecchi nel 2018 rispetto al 2016.

GIOCO FISICO NON CON APPARECCHI (a – b): il gioco fisico NON con apparecchi cresce dal 2016 al 2018 sia nel resto d’Italia che in Piemonte; nella regione cresce maggiormente (+16,7%, rispetto ad un +5,4% del resto d’Italia) ma in termini assoluti la crescita in Piemonte (+237 milioni) ammonta a meno di 1/3 della diminuzione del giocato con apparecchi (-734 milioni). Ciò significa che oltre 2/3 delle somme NON giocate più nel 2018 rispetto al 2016 con gli apparecchi NON SONO state reinvestite in altri giochi fisici. In termini di perdite esse scendono sia nel resto d’Italia che in Piemonte, anche se in questa regione meno che nel resto d’Italia (- 0,6% in Piemonte, -7,6% nel resto d’Italia).

Conclusioni: nei primi 2 anni di applicazione la Legge regionale piemontese ha determinato una fortissima contrazione del gioco con apparecchi automatici di gioco cui è corrisposto un modesto incremento del denaro investito in altri giochi fisici. Fatto 100 il non più giocato nelle slot e nelle VLT solo 30 è stato reinvestito in altri giochi offline; se poi si tiene conto che in realtà anche nel resto d’Italia (dove non ci sono state restrizioni al gioco con apparecchi) gli altri giochi hanno subito un, seppur minore, incremento in realtà il dato del reinvestito, perchè non giocato negli apparecchi, scende da 30 a 22. Cento risparmiato con gli apparecchi, 22 reinvestito in altro gioco offline.

Di fatto, grazie alla legge, il denaro investito dai piemontesi nell’azzardo di Stato, in soli due anni è diminuito di mezzo miliardo di euro e le perdite sono diminuite di 222 milioni. Ciò in uno scenario in cui nel resto d’Italia continua a crescere l’investimento anche nel gioco offline. Il fatto che la restrizione piemontese abbia comportato un modesto incremento aggiuntivo rispetto al resto d’Italia dell’investimento in tutti gli altri giochi offline è un dato trascurabile sul piano clinico, dal momento che oltre l’80% della patologia da gioco in denaro rilevata nel servizi piemontesi (e italiani) è da attribuire all’uso di apparecchi automatici di gioco. Dispositivi che le evidenze scientifiche in tutto il mondo pongono, da molti anni, al primo posto in termini di pericolosità nello sviluppo di un comportamento di gioco problematico e patologico. Rispetto al gioco online vale la pena sottolineare con preoccupazione un dato nazionale: le sole slot machine online determinano nel 2018 circa 1/3 delle intere perdite del comparto (533 milioni su 1623 complessivi) ed hanno un trend di crescita più che doppio rispetto a tutto il resto dei giochi online (+81% dal 2016 al 2018 da 7.106 a 12.866 milioni di raccolta, versus + 25% di tutti gli altri giochi online, da 14.824 a 18.574). Ciò a confermare la specifica addittività dello strumento slot anche su piattaforma telematica.

Paolo Jarre, Società Italiana Tossicodipendenze Piemonte e Valle d’Aosta

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