“Il numero più preoccupante in questo momento è il calo dei posti di lavoro. Quello che colpisce profondamente è che dal 2016 al 2019 la percentuale di riduzione sfiora il 70% e in proiezione diventa anche superiore. Stiamo dicendo che una legge che avrebbe dovuto ridurre la raccolta di gioco ha invece ottenuto la riduzione del livello di occupazione di una percentuale che arriva ad oltre il 70%. E’ evidente una politica di natura proibizionista. Pervicacemente si è tenuto fuori dalla collaborazione e dal confronto il mondo del gioco legale. E’ possibile immaginare un sistema distributivo diverso, misure che possano ridurre il gioco, ma solo se si considera anche il mondo del gioco che ormai da 20 anni ha maturato un patrimonio di conoscenze che non si può mettere da parte. L’auspicio è che il Piemonte possa diventare il laboratorio nel quale si sviluppi un confronto con il mondo del gioco legale, mettendo da parte la concezione dominante per cui gli imprenditori del settore sono sempre stati considerati figli di un Dio minore. Distanziometro e Covid stanno favorendo l’illegalità. La criminalità trae vantaggio da questa situazione”.

Lo ha detto Armando Iaccarino (nella foto), presidente del Centro Studi As.Tro, al convegno di presentazione dello studio della CGIA di Mestre dal titolo “Il Gioco legale in Piemonte”, organizzato con il sostegno di As.Tro, Associazione degli operatori del gioco lecito e Sapar, Associazione nazionale gestori giochi di Stato.