Sapar, l’associazione che dal 1962 riunisce le piccole e medie imprese di gestione degli apparecchi da intrattenimento nonché le rispettive aziende di produzione e distribuzione operanti nel settore della raccolta di gioco pubblico sottolinea in un documento le criticità del ddl in materia di gioco legale che si avvia ad essere discusso in Aula del Consiglio Regionale del Piemonte.

“Intendiamo concentrare l’attenzione soprattutto sulla norma di cui all’art.18 che esclude gli esercizi di somministrazione dalla facoltà di reinstallazione degli apparecchi rimossi a far data dal 19 Maggio 2016″ sottolinea il presidente Domenico Distante nel documento. “Tale disposizione appare discriminatoria e destituita di qualunque ragionevolezza dal punto di vista amministrativo. Si tenga conto infatti che nei bar per normativa nazionale possono essere installati apparecchi Awp (c.d. “slot machines”) proprio in quanto sono congegni con limiti digiocata e vincita molto contenuti rispetto ad esempio alle Videlotteryes che infatti possono essere installate esclusivamente in sale gioco dedicate e dotate di licenza ex art.88 Tulps rilasciata dalla Questura. Si aggiunga che il Decreto Ministeriale del 25 Luglio 2017 ha già portato alla riduzione del 35% del numero di Awp a livello nazionale ed in questo senso la disposizione di cui all’art.12 comma 6 appare superflua in quanto la suddetta riduzione ha già ampiamente spiegato i suoi effetti anche in Piemonte”.

Oltre a ciò si fa presente che “è da evidenziare che l’eccessivo numero di luoghi sensibili individuati dalla legge determinerà sicuramente l’impossibilità di installazione di nuovi apparecchi o di nuove aperture di esercizi (si pensi alla diffusione capillare sul territorio dei “compro oro” o delle gioiellerie). Si fa presente che ad esempio gli “istituti scolastici di ogni ordine e grado” sono frequentati anche e soprattutto da minori che per normativa nazionale non possono accedere al gioco agli apparecchi con vincita in denaro di cui all’art.110 Tulps. E’ necessario porre l’attenzione anche sulla presenza nell’elenco di cui all’art.12 di “oratori” e “luoghi di culto” in quanto relativamente ai primi è evidente che sono frequentati quasi esclusivamente da minori e dunque valgono le considerazioni già svolte sopra mentre per quanto concerne i luoghi di culto non si comprende come la tipologia di persone che li frequenta possa anche frequentare una sala giochi o comunque giocare abitualmente ad una “slot”.”

“Anche la previsione di una giornata “No slot” appare discriminatoria suggerendo l’idea che il Dga derivi solo da tale tipologia di apparecchi mentre autorevoli istituti di ricerca (Eurispes, Istituto Nomisma etc) hanno chiarito come i giochi più diffusi sono le lotterie istantanee (Grattaevinci) e i GiochiNumerici a Totalizzatore (SuperEnalotto) mentre le c.d. “Slot machines” figurano solo all’ottavo posto tra i giochi più praticati tra i 18 ed i 65 anni. Sarebbe quindi in questo senso auspicabile piuttosto l’indizione della giornata contro il “Disturbo da Gioco d’azzardo patologico”.

Le altre criticità.

“Ci permettiamo altresì di evidenziare che vi sono altre disposizioni che risultano superflue o comunque eccessivamente gravose per gli operatori in quanto impattano su disposizioni già facenti parte della normativa nazionale. Ci riferiamo innanzitutto all’art.9 comma 4 sul divieto di pubblicità ed all’art.14 comma 2 sugli orari. Relativamente al divieto di pubblicità delle vincite è già presente infatti una normativa nazionale introdotta dal Decreto Legge 87/2018 e dalle Linee Guida dell’Agcom del 18 Aprile 2019 mentre per quanto riguardagli orari il Consiglio di Stato ha già sancito l’efficacia vincolante dell’Intesa sottoscritta in Conferenza Stato-Regioni che parla di sei ore massime di interruzione del funzionamento. Rimarchiamo anche come la disposizione di cui all’art.6 comma 4 è attualmente inapplicabile in quanto gli apparecchi dotati di lettore della tessera sanitaria non sono ancora sul mercato e non è stato nemmeno definita la procedura per la loro omologazione da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, autorità competente in materia. Infine l’obbligo di installazione degli apparecchi con vincita in denaro nei medesimi ambienti ove si svolge l’attività principale, previsto dall’art.13 comma 1 lett.c, è di difficile conciliazione con l’obbligo di non contiguita’ con gli apparecchi senza vincita in denaro (Decreto Interdirettoriale ADM (all’epoca Aams-Ministero degli Interni del 27 Ottobre 2003). – 

In definitiva Sapar “propone l’estensione della facoltà di reinstallazione degli apparecchi agli esercizi di somministrazione che abbiano rimosso i congegni a far data dal 19 Maggio 2016 anche se privi di licenza rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il tutto fatti salvi gli effetti di eventuali sentenze passate in giudicato o di provvedimenti di carattere amministrativo o sanzionatorio avverso i quali siano scaduti i termini per l’impugnazione. Quindi propone la riduzione del numero dei luoghi sensibili previsti dall’art.12 comma 2 (sostituzione degli “istituti scolastici di ogni ordine e grado” con gli istituti di grado superiore,eliminazione dei luoghi di culto e delle strutture sociosanitarie residenziali e semiresidenzialioperanti in ambio sanitario e sociosanitario). Ancora  la soppressione della disposizione di cui all’art.12 comma 6 sul rispetto dei limiti di cui al D.M. del 25 Luglio 2017. La soppressione disposizione di cui all’art.6 comma 4 sulla obbligatorietà del lettore della tessera sanitaria sugli apparecchi;Osservazioni all’articolo 14, la riformulazione dell’art.14 comma 2 con previsione di sei ore di interruzione quotidiana del gioco con fasce orarie diverse tra esercizi generalisti e locali dediti esclusivamente o principalmente al gioco; La soppressione dell’art.9 comma 4 sul divieto di pubblicità in quanto già previsto dalla normativa nazionale. La soppressione dell’art.13 comma 1 lett c sul divieto di separazione tra Awp e le altre attività presenti nei locali generalisti in quanto di difficile applicazione stante l’obbligo di non contiguità con apparecchi senza vincita in denaro.