“Restituire dignità alle lavoratrici e ai lavoratori del Gioco lecito pubblico in concessione. Questa la parola d’ordine per un comparto chiuso dal 2020 che vede coinvolti circa 150.000 addetti in tutta Italia, di cui una considerevole quantità operanti in Piemonte e dove non si intravedono prospettive di riapertura a breve termine. La pandemia da COVID-19 ha costretto queste attività ad una chiusura totale e prolungata e il futuro del settore appare sul piano occupazionale drammatico. Le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, occupati presso le sale gioco, le sale bingo e le case da gioco sono sospesi dal lavoro da lunghi ed estenuanti mesi e nonostante il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, ancora in fortissimo ritardo sui pagamenti, i loro redditi si sono fortemente indeboliti”. Così in una nota i sindacati Filcams Cgil Piemonte, Fisascat Cisl Piemonte e Uiltucs Uil Piemonte.

“Le scelte operate dal Governo Conte prima, e dal Governo Draghi dopo, stanno pesantemente compromettendo l’occupazione di un intero settore produttivo e, nel contempo, rischiano di alimentare un sistema di gioco illegale, pericoloso, dannoso e difficilmente rintracciabile e perseguibile. Si è prodotta inoltre un’alea di insopportabile pregiudizio nei confronti di migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori onesti, diligenti e responsabili, che meritano rispetto e considerazione. I protocolli, che le organizzazioni sindacali a livello nazionale hanno sottoscritto con le controparti, nonché gli avvisi comuni sottoscritti tra le parti sociali e inviati al Governo, sono importanti strumenti di sicurezza sanitaria per i lavoratori e per i fruitori di gioco legale. Queste garanzie quindi richiamano l’attenzione della politica e delle istituzioni al comparto, che, al pari di altri settori, deve vedere la riapertura in totale sicurezza come consentito ad altre attività con fattori di rischio equivalenti.

Il reddito dei lavoratori è stato pesantemente falcidiato dal prolungato periodo di chiusura delle attività con tutte le difficoltà conseguenti anche sul piano familiare. Ad aggravare in termini di prospettiva le condizioni lavorative degli addetti al settore si sono aggiunte anche le normative regionali. Le prescrizioni e le limitazioni sui siti di lavoro individuate dalla legge, nate in periodo pre-Covid e che stanno entrando in vigore, richiedono molta attenzione e senso di responsabilità sociale, anche alla luce del contesto del tutto mutato. Condividiamo i principi sanciti dalla legge in vigore e gli obiettivi e le finalità che la stessa intende perseguire. E’ necessaria però una presa in carico da parte del legislatore e della politica delle ricadute occupazionali e la responsabilità di individuare soluzioni, correttivi che scongiurino rischi e danni nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori. Buona occupazione, legalità e tutela della salute pubblica possono correre insieme di pari passo e possono essere coniugate in positivo nel contrasto alle forme di dipendenza patologica, alle infiltrazioni malavitose, al diffondersi della pratiche illecite e del gioco d’azzardo”.