“Il 20 maggio ha rappresentato in Piemonte il D-day per le sale da gioco che non siano riuscite ad adeguarsi ai limiti territoriali imposti dalla legge regionale 9/16. Una data sicuramente infausta per i titolari ed i dipendenti delle sale che dovranno necessariamente chiudere.

In un quadro che si presenta drammatico in termini economici ed occupazionali, non possono che indurre un barlume di ottimismo le dichiarazioni rilasciate, nello stesso giorno alla stampa, dal Consigliere Regionale del PD Nadia Conticelli”. E’ quanto scrive in una nota AsTro.

“Prendiamo atto con favore che un consigliere regionale, che faccia parte della maggioranza che ha approvato questa legge, manifesti, con ammirevole onestà intellettuale, dei dubbi in merito alle conseguenze della stessa ed alla sua reale efficacia. Tra le associazioni di categoria, la nostra si è particolarmente distinta per aver fin dall’inizio tentato di confutare, con dati alla mano, i convincimenti che hanno ispirato le scelte del legislatore regionale.

Portammo all’attenzione delle istituzioni regionali i dati (attinti da SOGEI) che dimostravano, come alla sostanziale eliminazione di AWP e VLT non corrispondesse un’analoga contrazione della domanda, ma soltanto uno spostamento della stessa verso l’offerta di altre tipologie di gioco, tra le quali spicca soprattutto l’on line, come oggi ci conferma appunto la consigliera Conticelli.

Come pure accogliamo con favore i dubbi che la consigliera Conticelli solleva, con riguardo agli effetti del distanziometro che, come abbiamo sempre sostenuto, finisce per ghettizzare il gioco nelle periferie delle città ‘proprio laddove vivono le persone con più problemi di tipo sociale ed economico’.

A tale constatazione – prosegue AsTro – aggiungiamo che, almeno ad oggi, non sono emersi dati che dimostrino l’efficacia della legge nel risolvere (o comunque ridurre) il fenomeno della ludopatia visto che, come abbiamo sempre sostenuto sulla base dell’esperienza maturata sul campo e come anche confermato dallo studio dell’Istituto Superiore di Sanità (nella ricerca presentata a Roma nel mese di ottobre 2018), lo spostamento dei punti di gioco non scoraggia in alcun modo il giocatore patologico, a maggior ragione se, come sopra evidenziato, il gioco viene relegato nelle zone periferiche delle città.

Inoltre, a seguito dell’entrata in vigore di questa legge, sono balzati agli onori della cronaca i numeri, sempre più crescenti, dei fenomeni di illegalità, ambito a cui la domanda di gioco si rivolge per supplire alla contrazione forzata dell’offerta legale. Ci sembra ora veramente di buon auspicio il proposito, fatto proprio dalla consigliera Conticelli, di riaprire il dibattito sugli effetti di questa legge e su eventuali correzioni da apportare.

In questa ottica, AS.TRO, indipendentemente dalla maggioranza che risulterà vittoriosa alle prossime elezioni regionali, si mostra fin d’ora disponibile a fornire il proprio costruttivo contributo (comprensivo anche di concrete proposte per combattere la ludopatia), inteso non a smontare l’intero impianto della legge, ma a correggerne quelle distorsioni che, lungi dal recare benefici nella fondamentale lotta alla ludopatia, hanno determinato soltanto effetti afflittivi in termini economici ed occupazionali” conclude AsTro.