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“La sindaca Virginia Raggi emana un’ordinanza per limitare l’utilizzo degli apparecchi da gioco in fasce orarie stabilite. Poi afferma che distanziometro e limitazioni orarie aiuteranno molti giovani a non subire il fascino del gioco, per il quale sono attratti anche grazie alle pubblicità nazionali che hanno testimonial di rilievo. Peccato che queste pubblicità riguardino soprattutto scommesse e lotterie istantanee, che guarda caso, secondo un recente studio condotto dall’ospedale Bambino Gesù, sono i giochi maggiormente praticati tra i minorenni romani (88,3% scommesse sportive), seguito dal Gratta e vinci (48%). Quindi chiedo alla sindaca Raggi, il proibizionismo nei confronti dei soli apparecchi risolverà il problema delle patologie legate al gioco?”.

 

Così Giacomo Perrone, presidente della delegazione Lazio dell’Associazione Nazionale Sapar (servizi pubbliche attrazioni ricreative), che raduna oltre 1700 aziende di gestione, produzione e costruzione di apparecchi da intrattenimento, commentando le esternazioni della sindaca di Roma Virginia Raggi a seguito dell’emanazione dell’ordinanza che limita a 8 ore giornaliere l’utilizzo degli apparecchi da gioco.

 

“È da più di un anno – prosegue Perrone –  che chiediamo formalmente all’amministrazione capitolina di riceverci al fine di instaurare un dialogo costruttivo ed evitare i danni che deriveranno da provvedimenti illogici, immotivati, sproporzionati e generati nella totale ignoranza della materia, ma abbiamo trovato una completa chiusura al confronto.

Emanare ordinanze e regolamenti basati sul consenso popolare e sull’onda emozionale del momento, non risolve le problematiche reali relative ai giocatori dipendenti dal gioco, dei quali attendiamo ancora un numero reale e ufficiale. Le leggi, i regolamenti, le norme hanno bisogno di essere redatti sulla base di dati concreti e scientificamente provati. Se anche il CNR di Pisa dice: “Fra gli studenti con profilo problematico il gioco più diffuso sono le scommesse sportive (78,3%), a seguire gratta e vinci (70,4%) e altri giochi con le carte (48,7%), mentre tra gli adulti con profilo problematico il gioco più diffuso sono le scommesse sportive (72,8%), segue il Gratta e vinci (67,5%) e il Superenalotto (43,6%)” perché continua incessante questo attacco strumentale al solo settore degli apparecchi da gioco, costituito da un comparto industriale che genera occupazione e garantisce la legalità sul territorio?

È solo disinformazione e demagogia o c’è dell’altro?”

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