“In questo articolo si narra di un tipo che spende troppo al gioco e si inventa scuse per non essere sgridato dalla fidanzata. Il punto non è un soggetto che spende più di quello che potrebbe al gioco e neanche che si è inventato di essere stato rapinato per non farsi sgridare dalla fidanzata. Non basta neanche derubricare il tutto a ‘ludopatia imperante’ perché allo stato attuale non vi è evidenza alcuna che fosse ludupatico e, ove lo fosse, sarebbe uno dei 30mila ludopatici (fonte Il Sole 24 Ore) su 60 milioni di italiani. Il problema è se ne parli in questi termini. Il problema è che una testata giornalistica impieghi il proprio tempo e inchiostro a scrivere di un soggetto che non ha ucciso nessuno se non la propria dignità inventandosi balle con la fidanzata e facendo perdere tempo ai carabinieri. Nell’articolo si parla inoltre di ‘videopoker’ che non esistono dal 2004”.

E’ quanto scrive Sapar in riferimento all’articolo pubblicato da Il Resto del Carlino dal titolo “Perde alle slot e finge una rapina”, in merito al quale AsTro ha già inviato una richiesta di rettifica al giornale.

“Intanto vorremo sapere in quale luogo il soggetto si è recato a giocare visto che da 10 mesi qualunque punto gioco è chiuso per decreto. Il giornalista autore dell’articolo non se lo chiede? Magari il punto della questione è proprio questo. Il soggetto ha giocato in una bisca clandestina regalando i soldi alla malavita? E quanti italiani lo stanno facendo da quando lo Stato non ha lasciato loro alternative? Solo quest’anno gli italiani hanno regalato 35 miliardi alla malavita (fonte ADM). Questa dovrebbe essere l’unica domanda seria da farsi. Questo dovrebbe essere l’unico argomento di cui ha senso scrivere non fosse altro per il rispetto che si dovrebbe portare al proprio ruolo di giornalista” conclude Sapar.