“La cosa peggiore di questa situazione è il silenzio. Il silenzio delle istituzioni, della politica, le mancate risposte alle nostre domande e soprattutto la mancata certezza sul fatto che il 15 giugno, come pensiamo e come speriamo, potremo riaprire le nostre attività”.

A parlare è Stefano Papalia, presidente di FIEGL, Federazione Italiana Esercenti Gioco Legale, che oggi ha pubblicato un appello sulle pagine del Corriere della Sera per la riapertura delle attività di gioco legale. “12mila esercizi oggi rischiano di chiudere, più di 60mila cittadini stanno per perdere il loro lavoro. Un danno economico e sociale devastante per il Paese, un assist insperato per le organizzazioni criminali che lucrano sul gioco illegale. Nessuno si azzardi a giocare con questi numeri. Fateci riaprire! Forse siamo ancora in tempo”.

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“In quella pagina c’è la fotografia del nostre settore, le aziende, il mondo lavorativo. E’ una iniziativa che abbiamo preso perché la situazione è ferma, non si sblocca. L’Italia è uscita dal lockdown e noi siamo ancora in attesa. Il comunicato nasce da una esigenza di dare voce alla disperazione e al grido di tantissimi nostri associati esercenti, molti dei quali stanno dicendo che non riusciranno nemmeno a riaprire”, spiega il presidente Papalia. “Se prima gli esercenti erano preoccupati ora sta subentrando la paura. Al problema della mancanza di liquidità c’è quello della cassa integrazione che finirà il 15 giugno. I dipendenti, in molti casi, hanno ricevuto un sostegno perchè è stato anticipato dagli imprenditori. Se non potranno riaprire non potranno nemmeno garantire una retribuzione. Poi c’è l’assurdo meccanismo del decreto liquidità e degli aiuti alle imprese negati in considerazione della tipologia di attività svolta dalle imprese di gioco legale. Per ultima, ma non per importanza la questione dell’incremento della tassazione dello 0,5 sulla raccolta delle scommesse sportive. Gli esercenti sono al collasso, per molti di loro questo incremento renderà impossibile la riapertura”, conclude Papalia.