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(Jamma) – “Apprezziamo il confronto costruttivo portato avanti con l’Agenzia delle Entrate ma non possiamo ignorare i ritardi dovuti al non adeguato funzionamento del sistema predisposto da SOGEI, le cui difficoltà tecniche sono state ammesse ieri anche dall’Agenzia delle Entrate”. (“piena consapevolezza delle fisiologiche criticità tecniche per la fase di start up”; fonte: comunicato stampa agenzia delle Entrate 30 marzo 2017).

E’ quanto dichiara Piero Angelo Lazzari, presidente di CONFIDA, l’unica associazione che rappresenta l’intero comparto della distribuzione automatica, all’indomani della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate sull’obbligo della memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi (introdotto con l’art. 2 comma 2 del Decreto Legislativo 127/2015 poi modificato dall’art.4,comma 6, lettera a), del D.L. 22 ottobre 2016, n.193) che entrerà in vigore il 1° aprile 2017.

“Inoltre l’accavallarsi delle disposizioni di legge – prosegue Lazzari – con l’estensione dell’obbligo della comunicazione dei corrispettivi ad altri settori che utilizzano le tecnologie automatiche e i conseguenti provvedimenti tecnici dell’Amministrazione fiscale, hanno configurato un quadro di incertezze nel nostro Settore. Questa situazione penalizza alcune aziende tra le più strutturate e virtuose che per tempo, in mancanza di una data di previsione, hanno effettuato investimenti anche per l’adeguamento dei sistemi privi di porta di comunicazione (per i sistemi privi di porta di comunicazione è stato previsto solo ieri col provvedimento dell’agenzia delle entrate di ieri un differimento temporale al 1 gennaio 2018). Le aziende virtuose quindi si troveranno a competere con imprese che, ancora per altri 8 mesi, opereranno in una situazione non monitorata dall’amministrazione finanziaria”.

Secondo CONFIDA l’impatto della riforma ha comportato un impegno importante per le imprese del settore che hanno dovuto affrontare degli investimenti per adeguare la propria strumentazione (ad esempio: acquisto e aggiornamento di software, acquisto di palmari e smartphone). Peraltro, per il settore non è stata prevista alcuna agevolazione fiscale che in genere viene accompagnata a una misura di tale portata come capitò negli anni Novanta con l’introduzione dei registratori di cassa per i negozi.

L’obbligo della memorizzazione automatica dei corrispettivi interessa tutti i distributori automatici con determinate caratteristiche tecniche (definite dalla risoluzione 116/2016 dell’Agenzia delle Entrate). Sono esclusi solo i distributori totalmente meccanici (privi di allaccio elettrico), i pedaggi autostradali e le biglietterie automatiche e quelle della sosta regolamentata che rilasciano uno scontrino o ricevuta equiparata ai fini fiscali ai documenti certificativi dei corrispettivi. Mentre sono differiti al 1° gennaio 20118 (sulla base del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato ieri 30 marzo 2017) i distributori automatici privi di “porte di comunicazione” ossia non capaci di trasferire digitalmente (neanche attraverso update, adattamenti e/o comandi software) i dati ad un dispositivo atto a memorizzare e trasmettere gli stessi al sistema dell’Agenzia delle Entrate.

La categoria maggiormente interessata dalla riforma, per numero (oltre 800 mila in tutta Italia) e diffusione di distributori automatici, è il settore del vending (distribuzione automatica di alimenti e bevande) in cui operano circa 3.000 imprese in tutta Italia che danno lavoro a oltre 30mila persone.

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