“Non possiamo che dare il buongiorno alla Consigliera Martinetti e al Sindaco Allevi. Bensvegliati dal torpore normativo e dalla superficialità con le quali vi siete approcciati al settore del gioco nel vostro Comune”. Così in una nota Sapar. “Neanche davanti all’evidenza dei fatti, neanche davanti ad una sentenza del consiglio di stato, neanche davanti alle evidenze scientifiche dell’Istituto Superiore di Sanità, neanche di fronte ad una mancata intesa con le Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, si placa la mediocre demagogia della politica a Monza. Del resto prendere voti pare sia più importante che tutelare cittadini e imprese.

La Dott.ssa Anna Maria Martinetti è stata promotrice del regolamento Comunale sulla restrizione oraria delle sale da gioco e nel farlo, ha “dimenticato” l’Intesa Stato-Enti Locali della conferenza unificata del 2017. Bastava leggere quella intesa, (cosa che ha fatto il Consiglio di Stato), per rendersi conto che per come era stato scritto il regolamento comunale era del tutto illegittimo. Ovviamente nella demagogia imperante nei palazzi di Monza svettano parole come “lobby del gioco” e “ludopatia” come se i 150.000 lavoratori del comparto fossero dei miliardari con i risparmi nei paradisi fiscali e i ludopatici senza wifi in casa.

Ricordiamo alla consigliera e al sindaco che ha firmato un’ordinanza illegittima che le vere lobby non sono né i gestori né i 150mila lavoratori che sono l’unico vero argine all’illegalità e non siamo noi a dirlo ma i Magistrati antimafia e la guardia di Finanza. Ricordiamo alla consigliera e al sindaco che ha firmato un’ordinanza illegittima che la riduzione delle slot di cui per mesi si sono vantati era dovuta ad una norma nazionale che le tagliava del 35%, norma alla quale noi di Sapar eravamo assolutamente favorevoli.

Ricordiamo alla consigliera e al sindaco che ha firmato un’ordinanza illegittima che al calo del giocato nel loro comune è corrisposto un aumento del giocato in quelli limitrofi.

Ricordiamo alla consigliera e al sindaco che ha firmato un’ordinanza illegittima che con il lockdown la gente in quei mesi ha semplicemente smesso di giocare con il gioco fisico passando a quello online, pieno zeppo di provider stranieri dove non avviene alcun controllo serio su l’età dei giocatori.

Ricordiamo alla consigliera e al sindaco che ha firmato un’ordinanza illegittima che l’istituto Superiore di Sanità e procuratori Antimafia di mezza Italia da anni continuano a dire che togliere visibilità ai punti legali non può che aumentare quelli illegali, basta vedere quello sta succedendo in Piemonte”.

”Come Sapar siamo stati impegnati per mesi a instaurare un dialogo con tutte le prefetture d’italia, in primis quella di Monza che ringraizamo, per evidenziare queste storture normative e a rinnovare il nostro impegno per la legalità e la lotta alla ludopatia” dichiara Domenico Distante, Presidente Sapar. “Speriamo che questa sentenza faccia da apripista per tutti quei comuni italiani che come quello di Monza hanno in maniera impropria utilizzato le ordinanze su orari in maniera fantasiosa e creativa. Solo tutelando le piccole e medie imprese e dando visibilità ai punti di gioco legali possiamo togliere linfa all’illegalità e alle bische clandestine. Ci auguriamo da oggi di poter riaprire un dialogo con tutte le parti in causa per riuscire a trovare un equilibrio tra le esigenze di tutti”.