“È iniziata questa mattina la discussione in Consiglio Regionale del Piemonte sulla proposta di legge per la nuova disciplina per il contrasto al gioco d’azzardo patologico. La proposta n.99, presentata dal Consigliere Regionale e Presidente della III Commissione Claudio Leone, prevede un distanziometro ridotto a 250 metri, la salvaguardia delle attività già esistenti e una rimodulazione dei luoghi sensibili, oltre ad alcune norme di contingentamento degli apparecchi all’interno degli esercizi aventi attività prevalente diversa dal gioco”.

Così in una nota le associazioni degli operatori del gioco lecito, AS.TRO e Sapar, le quali chiedono da tempo “una modifica della Legge n.9/2016 nella parte in cui prevede l’applicazione retroattiva dei divieti imposti alle attività di gioco, i quali stanno causando la completa espulsione del gioco legale dal territorio regionale. In Piemonte, abbiamo assistito e stiamo tutt’ora assistendo al primo caso di chiusura di attività legali non per effetto di particolari contingenze economiche ma per decisioni del legislatore.

La previsione dell’applicazione retroattiva della Legge regionale 9/2016, pur non avendo fatto registrare alcuna diminuzione sulla raccolta di gioco (i dati ADM relativi al periodo 2016-19 evidenziano un aumento della raccolta complessiva pari a 460 milioni di euro) ha determinato e continuerà a determinare conseguenze devastanti sulla tenuta delle imprese del gioco legale del Piemonte e sul relativo bacino occupazionale, senza aver apportato alcun beneficio alla tutela della salute.

In questo periodo di vigenza, la domanda sì è trasferita verso il gioco illegale: lo dimostrano i dati rilavati dalla CGIA Mestre che, sulla base dei dati della Guardia di Finanza, ha sottolineato una preponderante riemersione del gioco illegale su tutto il territorio regionale, evidenziando come i soggetti verbalizzati per violazione delle normative che disciplinano l’offerta di gioco sono passati dai 284 del 2016 a 799 nel 2019, con un incremento del 181%. Il tasso di positività dei controlli è tendenzialmente in crescita così come è in forte crescita, rispetto al 2016, il numero degli apparecchi sequestrati.

Le scriventi associazioni auspicano, quindi, che i partiti presenti in Consiglio Regionale abbandonino i rispettivi arroccamenti ideologici e che, facendo prevalere il buonsenso, si dimostrino capaci di trovare il giusto equilibrio tra tutela della salute e salvaguardia del lavoro”.