“La tassa sulle vincite è la pietra tombale sul gioco pubblico”. È stato lapidario il Presidente Nazionale FIT, Giovanni Risso, che alla stampa – e in particolare a Il Sole 24 Ore che alla posizione della Federazione ha dedicato un esaustivo articolo – ha dichiarato: “se per trovare alcune centinaia di milioni di euro di copertura si affossano prodotti che valgono 15 miliardi e, con essi, i concessionari e la rete di vendita, è evidente che sulla comprensione del gioco e del settore non siamo nemmeno all’anno zero”.

E a dimostrare, conti alla mano, gli effetti sul gettito di una manovra figlia di scelte sconsiderate è stato Giorgio Pastorino, Presidente Nazionale di STS che ancora a Il Sole 24 Ore ha spiegato: “il settore dei giochi assicura allo Stato 13 miliardi di euro. Se si continua ad intervenire come si fa da anni, il gettito si riduce sempre più perché è stata superata la soglia massima e quindi anche le entrate preventivate andranno riviste. Senza considerare che fino a quando non saranno sostituite tutte le schede delle macchine per aggiornare il payout, saranno i punti vendita a doversi sobbarcare le maggiori imposte”.

“E non basta – ha continuato – dovranno essere cambiate le schedine del Super Enalotto e i tagliandi dei Gratta e Vinci per indicare la nuova tassazione sul retro. Cosa ne facciamo dei vecchi? Senza contare la necessità di cambiare nuovamente le schede delle macchinette, già sostituite tre volte in 5 anni, per aggiornarle al payout. Operazione lunga e costosa che, fintanto che non sarà conclusa, obbligherà i punti vendita a sobbarcarsi le maggiori imposte”.

“I continui attacchi al gioco legale, la crescita del contrabbando, l’aumento dei costi e della pressione fiscale e il conseguente calo di redditività hanno ridotto i tabaccai allo stremo – ha concluso il Presidente Nazionale FIT Risso – stanchi di dover finanziare qualsiasi manovra economica, siamo pronti ad ogni iniziativa per difendere le nostre imprese, i nostri prodotti e i nostri clienti”.