Marco Maniglia, proprietario di apparecchi da intrattenimento, invia una lettera aperta al sottosegretario Alessio Villarosa in cui evidenzia le problematiche del settore e individua i concessionari come gli unici responsabili dell’eccessiva offerta di gioco.

Egregio Sottosegretario Villarosa,

voglia gentilmente considerare quanto le sto ad esprimere.

Tutto questo caos è stato causato solo ed esclusivamente dai concessionari (che vanno eliminati dal nostro settore).

Con la presente vorrei comunicare ed evidenziare fortemente che il problema vero e reale risiede nella figura dei concessionari, i quali hanno esasperato il sistema di gioco quando hanno essi stessi incentivato il gioco d’azzardo fino a portarlo ad una situazione insostenibile per i medesimi giocatori che, fortemente stimolati  dalla facile e copiosa vincita, non riescono più a capire il limite massimo della stessa.

Difatti dapprima le awp erano presenti in percentuale limitata  sul territorio e permettevano una vincita massima di €50,00 con giocata da 0,50 cent e successivamente invece, con l’estensione del contingentamento e con l’aumento della percentuale di vincita e con la possibilità della giocata con monete da 1 e 2 euro e vincite fino a 100 euro , nonché con vari jackpot a ripetizione sulle somme vinte fino a raggiungere importi di 1000 euro, le slot sono state distribuite in maniera selvaggia e incontrollabile su tutto il territorio nazionale, pur essendo comunque controllate dai concessionari di rete.

Tutta questa evoluzione del gioco ha portato all’attuale condizione contraddittoria di proibizionismo, in cui sono state ridotte massicciamente le awp fino a quasi a scomparire, ma analoga cernita non ha riguardato le VLT; sono stati introdotti da molti comuni  delle consistenti  limitazioni di orario per l’uso e l’accensione delle awp; di conseguenza è totalmente scomparsa la figura del gestore, ma non quella dei services che lavorano esclusivamente per i concessionari di rete, di cui condividono pienamente il modus operandi.

Questa esasperata condizione è il frutto del potere incalzante del concessionario di rete, che ha programmato nel tempo il suo business non tenendo conto delle gravi conseguenze economiche e soprattutto sociali che ne sarebbero scaturite.

Grande responsabilità infine è da attribuire anche alle associazioni di categoria le quali non hanno sufficientemente supportato e difeso il nobile  lavoro del gestore basato sull’intrattenimento e non sull’azzardo, consentendo invece l’incremento smisurato del business dei Concessionari.

Penso che allo stato attuale delle cose, ritornare alla originaria impostazione delle awp sia l’unica soluzione per combattere lo strapotere dei concessionari».