«Ritengo che questa vostra iniziativa rappresenti il miglior sponsor per la realizzazione di uno dei principali obiettivi della legge delega, ormai in dirittura d’arrivo al Consiglio dei Ministri, relativo alla riaffermazione della funzione del gioco legale nel sistema sociale ed economico. Quello del gioco legale è un settore che genera benefici come occupazione, reddito, valore aggiunto e gettito fiscale che finanzia la spesa pubblica e questo settore può essere un partner formidabile dello Stato su legalità, salute, fiscalità, impresa e lavoro se lo Stato, attraverso regole chiare e stabili, decide di tornare a valorizzare il ruolo dei suoi concessionari e della filiera del gioco legale». Innizia così il messaggio che il sottosegretario al Ministero dell’Economia con delega ai giochi, avvocato Federico Freni, ha inviato durante la  presentazione ufficiale del Manifesto per la cultura del gioco legale nel Lazio.

«Mettere ordine, con regole uniformi per l’esercizio del gioco, comporterà necessariamente il coinvolgimento dei Comuni e delle Regioni nel procedimento di pianificazione della dislocazione territoriale della rete di raccolta che dovrà fondarsi sul complessivo ridimensionamento dell’offerta e su una distribuzione sul territorio dei punti di gioco che risulti sostenibile sotto il profilo dell’impatto sociale e dei controlli a salvaguardia sia della legalità sia dei soggetti maggiormente vulnerabili, dei minori e di coloro che sono affetti da disturbo da gioco d’azzardo patologico.

Sicuramente l’Intesa del 2017 ha rappresentato un ottimo punto di partenza ma rispetto a quella, si è ampliato il raggio di azione e si sono affrontati ulteriori aspetti ritenuti altrettanto importanti, primo fra i quali, la difesa e la promozione continua del gioco legale che va considerato come un sistema alternativo a quello illegale e come il miglior alleato ad ogni strategia di contenimento dei fenomeni criminali. Inoltre – ha proseguito Freni -, garantire la tutela del giocatore attraverso le sale pubbliche in cui si esercita il gioco, definire un sistema coordinato sanitario, di comunità e di filiera per la lotta ai comportamenti patologici mediante l’attivazione di una rete integrata di soggetti che, dagli organismi di territorio agli operatori della filiera (a contatto con i giocatori, quindi con una formazione ad hoc), possa operare come un sistema di protezione e pronto intervento nei confronti dei soggetti a rischio, attraverso un approccio complessivo ai loro problemi di dipendenza.

Ecco, la legge delega sarà questo e tanto altro, il tutto caratterizzato da un unico denominatore: riformare per migliorare e sono convinto che le riforme vadano portate avanti tutti insieme in un dialogo continuo tra operatori enti locali e lo Stato in un’ottica che credo possa essere l’unica possibile e la più virtuosa», ha concluso il sottosegretario al Mef.

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