“L’espulsione del gioco è data dalle perizie urbanistiche, si verifica su oltre il 90% del territorio urbano. Questa serie di divieti fisici colpiscono i giocatori non compulsivi. Cosa succederà nell’economia del settore? La rarefazione dell’offerta con la perdita di molti migliaia di redditi da lavoro tanto nei dipendenti diretti che negli addetti dei punti generalisti. C’è l’esigenza politica e morale di revisione della legislazione attuale, con un ritorno al disegno iniziale. Ci dovrà essere la collaborazione attiva degli operatori, che dovranno essere maggiormente qualificati. Questo è l’obiettivo del Manifesto che presentiamo oggi”.

Lo ha detto Emmanuele Cangianelli (nella foto), presidente di Esercenti Giochi Pubblici-Fipe, durante la presentazione ufficiale del Manifesto per la cultura del gioco legale nel Lazio.