Da un lato la chiusura totale e prolungata a causa della pandemia, dall’altro regole regionali stringenti che complicano la normale attività di chi opera nel settore del “gioco legale”. Sale gioco, sale bingo, case da gioco e simili: è una tenaglia che non accenna a riaprirsi quella che oggi gli addetti ai lavori vogliono forzare, manifestando in piazza Castello di fronte alla prefettura, con il sostegno dei sindacati di categoria di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Si stimano circa 150mila lavoratori in tutta Italia, con il Piemonte tra le regioni più interessate con qualche migliaio di posti di lavoro coinvolte.

Al di là della geografia, ciò che li unisce sono le difficoltà: ammortizzatori sociali in ritardo, redditi colpiti duramente, incertezza sul futuro e sulla ripartenza. Mentre nel frattempo il “sommerso” di questo comparto ne approfitta ampiamente. Lo riporta torinoggi.it.

È una manifestazione che portiamo avanti a livello nazionale, ma in Piemonte il timore per le chiusure prolungate si intreccia con la preoccupazione per l’entrata a regime della legge regionale su questo settore, che potrebbe avere ricadute importanti sul piano occupazionale – dice Fabio Favola, Filcams Cgil -. Non vogliamo speculazioni politiche, ma pensiamo che pur condividendo le finalità della legge, contro la ludopatia e il gioco illegale, ma in un contesto così mutato, è necessario da parte delle istituzioni, del legislatore e della politica farsi carico di individuare soluzioni e interventi che tutelino l’occupazione e scongiurino rischi e danni nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori. Serve molta attenzione dove ci sono legalità, buona occupazione e tutela della salute pubblica“.

Bisogna superare un pregiudizio verso questo settore e questi lavoratori, che sono assolutamente concordi con le finalità del gioco legale. Devono riconquistare la dignità che meritano, mentre è online che si corrono i rischi maggiori, sia per la patologia che per le infiltrazioni malavitose“. Una delegazione di sindacalisti è stata ricevuta in Prefettura.