“I giochi prima venivano gestiti dalla criminalità e le risorse generate venivano utilizzate per attività illegali. La raccolta veniva fatta da vere e proprie organizzazioni malavitose. Spero non si torni a quel clima, a quegli anni bui, cosa che rischiamo accada se si continua a colpire il gioco legale. A noi sta a cuore la tutela del giocatore. Noi non vogliamo clienti che si rovinano, spesso interveniamo, ma questo non si dice. Si parla solo di un’offerta eccessiva. Noi siamo soggetti a degli obblighi, abbiamo un rapporto molto stretto con ADM, siamo pieni di doveri che rispettiamo. L’essere attenti per noi è un principio, rappresentiamo la rete storica di questo settore. Le macchinette che oggi troviamo nei bar e nelle tabaccherie, che danno così fastidio, sono sempre esistite, ma prima venivano gestite da personaggi loschi negli scantinati. Non dobbiamo fare più regali all’illegalità. Il gioco online non ha confini, quindi mettere dei paletti ai luoghi fisici di gioco oggi non ha più senso. L’online, inoltre, non porta socializzazione”.

Lo ha detto Emilio Zamparelli (nella foto), presidente nazionale del Sindacato Totoricevitori Sportivi, durante la tappa napoletana del tour “Lottomatica Talks – Gioco pubblico, responsabilità e tutela dei consumatori“.

Articolo precedenteGiochi, SAPAR gioca la carta della concessione delle slot
Articolo successivo60 anni di Sapar, l’intervento di Geronimo Cardia (presidente Acadi)