Attiva dall’inizio di febbraio, con la prima estrazione a marzo, la lotteria degli scontrini si propone come mezzo per incentivare gli acquisti e in particolare l’uso del pagamento elettronico: insieme al cashback, è una delle azioni messe in campo dal governo in questo senso. Secondo un’indagine di Confesercenti Veneto Centrale, che ha coinvolto 175 commercianti tra Vicenza e provincia, si tratta di uno strumento ancora non molto utilizzato, per diverse ragioni. Ma i dati evidenziano anche, dal lato cliente, una curiosità ed un coinvolgimento crescente, che vanno di pari passo con le richieste di poter utilizzare la lotteria. Il 60% degli esercizi non la utilizza, solo il 20% la propone.

Dei commercianti coinvolti dal sondaggio emerge che l’ampia maggioranza (58,9%) ancora non utilizza la lotteria. All’interno del 41,1% di esercenti che invece la usano, poi, solo il 20% la propone ai clienti al momento del pagamento. Questo, stando alle risposte, si deve a diverse motivazioni: la più frequente è la perdita di tempo. Scansionare il codice a barre e inserire il numero di carta allunga i tempi del pagamento, e questo per molti si traduce in un intralcio sul lavoro, specie quando i clienti sono numerosi. In secondo luogo, è costoso: per usare la lotteria è necessario un aggiornamento del software di cassa, che ha un costo. E non tutti lo vogliono affrontare. Altri, più genericamente, non la ritengono un’iniziativa utile per la propria attività.

Un commerciante su 3 ha avuto richieste dai clienti. È ancora parziale anche la quota di clienti che conosce l’iniziativa e chiede spontaneamente di poterla utilizzare, anche se stando ai commenti si tratta comunque di un numero in crescita. Dall’inizio del mese scorso, quando quasi nessuno ne era a conoscenza, ora inizia ad aumentare il numero di chi, quando fa spese, richiede di poter utilizzare la lotteria. Segno che la notizia si è diffusa e che sta raccogliendo un certo interesse.

“I dati – commenta in una nota il presidente della Confesercenti di Vicenza, Flavio Convento – evidenziano che i commercianti vicentini non credono alla lotteria degli scontrini, temono sia solo una lungaggine inutile che disincentiva l’acquirente, una perdita di tempo. Immaginiamo, infatti, che ci voglia anche solo un minuto o poco più a registrare il codice: se ho cento clienti vanno via quasi due ore. Questo viene evidenziato soprattutto da coloro che, per la natura della propria attività, hanno molti clienti che pagano, singolarmente, piccoli importi, dal bar al panificio. Capiamo bene l’importanza della lotta contro l’evasione fiscale, e apprezziamo gli sforzi fatti dalla pubblica amministrazione, ma non è questo il modo migliore. Il negoziante ha già moltissimi costi, l’adeguamento dei registratori di cassa è un’altra spesa che si somma a tutte le altre che in questo momento di difficoltà dovremmo evitare. Il commerciante – conclude Convento – ha bisogno di sentire il sostengo dello Stato in questo. Le attività commerciali, ora, hanno bisogno di questo”.