“La riffa dello scontrino è l’ultimo esempio di pressapochismo politico. Anzi, è l’emblema di come, in un momento di gravità come questo, si cerchi di allontanare la tensione di categorie allo stremo, aggiungendo nuove preoccupazioni alle tante esistenti. Va detto che oggi gli operatori del commercio farebbero salti di gioia pur di emettere uno scontrino nella carestia di consumi dovuta all’emergenza sanitaria”.

E’ quanto si legge in una nota di Confcommercio La Spezia che prosegue: “Con o senza il ricorso al gioco d’azzardo statale a premi. Non s’illudano, però, i legiferatori che tracciare il pagamento del cappuccino quotidiano sia la panacea per sanare il Paese dall’evasione. Il male del sistema risiede altrove: nei movimenti vorticosi di capitali esteri, nel ricorso dei gruppi ai paradisi fiscali (spesso europei), nei benefici alle multinazionali del web, nel depauperamento del tessuto economico nazionale a favore di speculatori stranieri”.

“Queste disparità di trattamento sono solo servite a mettere in ginocchio il commercio nelle nostre città – prosegue la nota -. Agli operatori locali resterà l’ennesima incombenza di effettuare le operazioni di registrazione della riffa, tenerne traccia e sostituirsi allo Stato nella fase iniziale di questo nuovo forsennato disegno. Ai cittadini, invece, la soddisfazione di essere tracciati in ogni loro spostamento di denaro, nei loro gusti, nelle loro intimità. Non crediamo che una lotteria sia la giusta cura per fare uscire migliaia di famiglie che vivono di commercio dalle incertezze con le quali si confrontano ogni giorno. Sicuramente non è la via corretta per fare uscire gli italiani dall’emergenza”.

“La cosiddetta “lotteria degli scontrini” partirà dal primo gennaio 2021 – spiega Marco Arzeni, Segretario Confcommercio Fano – e già stanno sorgendo una serie di problematiche per gli operatori commerciali che volessero aderire a questa iniziativa. Diciamo innanzitutto che la lotteria degli scontrini non piace agli esercenti, ed il motivo è presto detto. L’avvio del gioco a premi di Stato dal 1° gennaio 2021 comporta, a fronte della promessa di premi in denaro di importo consistente per i clienti, la necessità da parte degli operatori commerciali di adeguare i registratori di cassa già in uso, anche quelli che sono stati da poco abilitati alla trasmissione dei corrispettivi telematici, novità anche questa in vigore dal 1° gennaio 2021.

Un adeguamento che certamente non sarà gratuito, e che comporta – in un periodo già pesante sul fronte economico – l’obbligo di sostenere nuovi costi per restare al passo con gli sviluppi del sistema fiscale oltre alle perdite di tempo, file alle casse, i sicuri disguidi e problemi informatici che logicamente andranno messe in conto.

La riffa di Stato, che si vorrebbe far rientrare tra le strategie utili per ridurre il pesante conto dell’evasione fiscale, prende avvio in un periodo non di certo facile per le imprese e, sebbene fortemente richiesta dalla Confcommercio nazionale, una nuova proroga sembra impensabile.

Per gli esercenti non vi è obbligo di aderire all’iniziativa ma, per coloro che non lo facessero, si rischia di essere segnalati all’Agenzia delle Entrate”.

“In questo momento così drammatico per i commercianti, accelerare sulla lotteria degli scontrini appare un’assurdità. Continua a piovere sul bagnato”. Così commentano duramente da Confcommercio Grosseto.

L’Associazione sostiene che la lotteria degli scontrini, in partenza dall’1 gennaio 2021, porta con sé nuove nuovi adempimenti e spese a carico degli imprenditori.

Confcommercio sottolinea sia le difficoltà operative che l’obbligo di dotarsi di un nuovi registratori telematici, o interventi di adeguamento su quelli già installati, al fine di poter trasmettere i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

“I nostri negozianti neanche hanno ripreso a lavorare – dicono da Confcommercio Grosseto – dopo settimane trascorse con le saracinesche abbassate e con pesanti interrogativi sul futuro, che già dovrebbero pensare a sostenere ulteriori spese e ad acquisire competenze per le nuove modalità operative dovute a questa lotteria. Chiediamo, per lo meno, più tempo”.

Già il 2 novembre scorso, il presidente nazionale Confcommercio Imprese per l’Italia Carlo Sangalli, con una lettera inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, aveva chiesto al governo una proroga dell’avvio della lotteria degli scontrini.

“Considerato il breve tempo che resta a disposizione – aveva scritto Sangalli – per adeguare i registratori telematici, ed alla luce delle recenti restrizioni imposte a moltissime categorie economiche a causa dell’emergenza sanitaria, confidiamo, dunque, nella previsione di una ulteriore proroga del termine di avvio della lotteria.

La proroga consentirebbe, tra l’altro – proseguiva la lettera -, una partenza uniforme da parte di tutte le imprese del commercio, evitando distorsioni concorrenziali che, inevitabilmente, andrebbero a colpire gli operatori di minori dimensioni e più deboli”.