«Per un’intera mattinata – commenta il presidente dell’Ascom Padova, Patrizio Bertin – siamo stati ancora una volta osservatori di uno sport popolare nel nostro Paese, quello di “annunciare” piuttosto che “realizzare”. Solo che, a forza di “annunciare”, i cittadini sono sempre più disorientati. E purtroppo non solo per la lotteria».

Sull’argomento, l’Ascom di Padova si era espressa in modo netto nei giorni scorsi. «La lotteria degli scontrini? – aveva detto il presidente – Togliamo questa questione dalla preoccupazione di migliaia di piccole aziende già alle prese con ben altri problemi!». A nulla sembrano essere valse le richieste di un rinvio fino a pandemia superata. «La metà degli esercizi commerciali ha i registratori di cassa pronti per la lotteria degli scontrini – sottolinea Bertin -. E gli altri si trovano a dover sostenere dei costi di adeguamento lievitati tra marzo ed oggi, ma anche perché la consegna delle macchine è in ritardo e, soprattutto, perché il Covid-19 non mi sembra un fattore trascurabile. Abbiamo diverse segnalazioni circa una lievitazione dei preventivi: a marzo per il solo adeguamento tecnico venivano richiesti al massimo 100 euro, oggi a qualcuno sono stati chiesti anche 500 euro più Iva. Una spesa, viste le condizioni nelle quali si trovano negozi, bar e ristoranti che definire inopportuna e sproporzionata è il minimo».

Dai dati in possesso dell’Ascom – si legge su padovaoggi.it – risulterebbe che su circa 15mila macchine in uso ad oggi in provincia di Padova, solo poco più del 60% sono adeguate con le regole previste per agganciare gli scontrini emessi alle estrazioni della lotteria degli scontrini.