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(Jamma) – Tutelare il gioco lecito, combattendo la diffusione dell’illegalità nel settore e difendendo la massa critica dell’occupazione: spinto da queste concrete preoccupazioni, Assotrattenimento 2007-As.Tro-Confindustria SGI, in collaborazione con STS, ha deciso di organizzare il convegno nazionale “Gioco in Italia, un settore a confronto” previsto a Milano lunedì 19 giugno all’Hotel Principe di Savoia a partire dalla ore 14:00.

L’evento ha lo scopo di sensibilizzare opinione pubblica, istituzioni e forze politiche rispetto alla grave situazione che il comparto del gioco lecito sta vivendo, continuamente posto in discussione da leggi che anche in Lombardia, sono ritenute particolarmente penalizzanti per il settore, sottoposto a misure e prelievi che ne stanno minando la sopravvivenza.

Il territorio lombardo non fa appunto eccezione, secondo gli organizzatori dell’incontro, a partire dal provvedimento relativo al cosiddetto distanziometro, ovvero la definizione di una distanza netta tra i luoghi dove si pratica il gioco e quelli sensibili. In Lombardia questa distanza è misurata sui 500 metri e l’ampiezza del territorio ritenuto appunto sensibile (tra gli altri, sono stati individuati istituti scolastici e asili d’infanzia, luoghi di culto e impianti sportivi, oratori e luoghi di aggregazione giovanile, ma la lista è aperta e discrezionale per le amministrazioni), non consente di reperire di fatto “suolo urbano utile al di fuori del perimetro che la legge regionale vieta al gioco lecito”, con la conseguenza che il provvedimento in questione decreta di fatto l’espulsione più che la regolazione del gioco lecito. Colpendo con questa profondità il settore, spiegano ancora gli organizzatori dell’evento, gli effetti sarebbero devastanti sia perché lo spazio lasciato vacante dagli operatori del gioco controllato dallo Stato finirebbe inevitabilmente per essere “coperto” dal dilagare di soggetti e sistemi legati all’illecito e all’illegalità (come stanno dimostrando i casi dove il “distanziometro” è stato applicato) sia perché l’occupazione del settore verrebbe inevitabilmente compromessa con l’azzeramento di tutte le aziende del comparto e delle attività commerciali, negli anni, a loro volta un presidio di legalità.

A testimoniare la gravità dell’effetto espulsivo alcuni numeri significativi: in Lombardia esistono 200 imprese di gestione-manutenzione di awp per conto dei concessionari, con circa. 2.800 addetti alle sole funzioni di raccolta/manutenzione, 350 agenti di commercio, 700 impiegati aziendali; 20 imprese di costruzione – distribuzione di apparati elettronici – componentistica/ apparecchi, con 100 progettisti addetti, 250 operai, 90 impiegati, 60 agenti di commercio; circa. 13.879 esercizi, tra dedicati (circa 765, con 3.075 addetti) e generalisti (circa. 13.114, con circa 27mila addetti) e che “vivono” totalmente o prevalentemente grazie all’offerta di gioco lecito. È facile intuire come lo sgretolamento del sistema finirebbe con il colpire un numero molto ampio di operatori e le rispettive famiglie.
Una fonte di ulteriore preoccupazione per gli operatori è legata poi al timore che l’effetto espulsivo della Legge regionale sembra non limitarsi alle nuove installazioni di apparecchi, applicandosi anche alle attività già insediate e alle postazioni da gioco già allestite, tramite “previsioni normative” che equiparano la nuova sala e il nuovo congegno, al “vecchio”.

L’incontro vuole – dunque – rappresentare un momento di confronto fattivo per trovare punti di contatto tra gli operatori del settore e mondo della politica, anziché elementi di contrasto, come troppo spesso è avvenuto in questi ultimi anni.

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