“Il proibizionismo non serve a curare nessuno poichè il giocatore troverà sempre il modo di puntare dritto sul gioco, su una scommessa”. Così Giuseppe Falcone, presidente dell’associazione gioco legale (Agile). “La ludopatia va sicuramente combattuta, però l’approccio non può essere quello di spostare una struttura ‘legale’ di 500 metri. Bisognerebbe piuttosto coinvolgere le attività sanitarie e settoriali delle Asl per fermare e curare i malati cronici, che sono l’1% dei giocatori in Italia”.

“Noi stiamo facendo dei corsi riservati, riservati a tutto il personale, per un approccio immediato al ludopatico da destinare alla struttura medica più vicina – aggiunge Falcone -. Abbiamo dimostrato che il distanziometro non è il modo giusto per curare il giocatore compulsivo. Il proibizionismo non serve a curare nessuno. Il giocatore troverà sempre il modo di giocare. Basterebbe ricordare i tempi andati e come il proibizionismo nella vendita dell’alcol ha fatto le fortune della malavita organizzata e in particolare di un certo Al Capone”.

In merito alla proposta di legge approvata in consiglio regionale in Puglia: “Una data storica per la battaglia intrapresa e perseguita con tutte le forze. Con 37 voti favorevoli e 6 contrari, praticamente un plebiscito, si è pervenuti ad una legge di buon senso che da una parte salvaguarda più di 15mila persone e famiglie pugliesi, dall’altra pone fine a quella che noi definiamo da tempo una ‘bolla di ipocrisia’, cioè la ‘ratio’ della legge prima della modifica. Specie in un’epoca globalizzata in cui attraverso gli smartphone è possibile bypassare con disinvoltura ogni proibizionismo che l’era di internet concede a chiunque”.