Le Banche contro il gioco legale. Nonostante l’emergenza COVID-19 e le difficoltà di molte imprese italiane nel portare avanti la loro attività, gli Istituti bancari non sembrano intenzionati a sospendere le procedure di recessione contratto di conto corrente con le imprese che operano nel settore del gioco legale.

Paolo Lozzi, presidente dell’Associazione delle Agenzie Scommesse Italiane, è deciso nel portare avanti la sua battaglia contro quella che risulta essere una vera e propria crociata ideologica nei confronti delle agenzie di scommesse. E’ di questi giorni la decisione, infatti, della Banca di Credito Cooperativo Abruzzese di recedere ben due contratti di conto attraverso i quali l’imprenditore svolge la sua attività. “Questa decisione, presa, credo, in base ad un codice etico che trovo assurdo, crea un danno incalcolabile alle nostre imprese. In un momento in cui si parla di processi di digitalizzazione, di trasparenza, di pagamenti elettronici con strumenti antievasione, le Banche ci negano un conto bancario? E’ una vera assurdità. In questo modo si condanna una impresa legale e regolare e si favoriscono i tanti che decideranno di fare gioco d’azzardo illegale. Il comparto delle scommesse è l’unico, in questa situazione di crisi da emergenza Coronavirus, a non aver avuto accesso ad aiuti o forme di credito. L’unico a essere stato tassato ulteriormente (con una tassa aggiuntiva in aiuto allo Sport ndr). Ora anche questa vera e propria persecuzione”. Lozzi, e la sua associazione, sono decisi a portare avanti una azione legale. “Credo che in questa fase sia necessario sollecitare anche i concessionari di scommesse, parlo ovviamente dei marchi attraverso i quali noi agenzie operiamo sul territorio. Senza conto corrente sarà impossibile continuare ad adempiere ai nostri obblighi. Come possiamo effettuare i versamenti a cui siamo obbligati nei tempi e nelle modalità previste? E’ arrivato il momento che anche questi operatori si esprimano sulla questione chiedendo un confronto alle Istituzioni. Le nostre attività sono tra le poche a garantire la totale trasparenza degli incassi: noi non possiamo evadere o fare incassi in nero. Non si capisce davvero in base a quali logiche le Banche stiamo facendo tutto questo”, si chiede Lozzi.

Già in passato operatori del gioco legale avevano evidenziato questa situazione. Alcuni di loro hanno tentato la strada dell’authority sulla concorrenza, senza risultato. Nei mesi scorsi, in pieno lockdown, alcuni esponenti della politica, tra cui il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa, sono stati sollecitati ad intervenire. Ad oggi però le banche non sembrano intenzionate ad un ripensamento.