Gianni Picchi (foto), Vice Direttore Confcommercio Toscana, durante il webinar “La tutela dei consumatori nei giochi pubblici. Gli esercenti tra regolazione e responsabilità“, ha delineato i tratti fondamentali dell’accordo con la Regione Toscana per la formazione degli esercenti sulla tutela dei giocatori rispetto ai rischi del gioco d’azzardo.

“Come associazione in Toscana siamo arrivati a questo accordo dopo un lungo lavoro sulla formazione, facendo riferimento a quanto era stato statuito dalla Conferma Unificata in materia di regolamentazione delle attività di gioco. Confcommercio – ha spiegato Picchi – rappresenta la quasi totalità delle imprese di gioco pubblico, sappiamo che il gioco illegale oltre a sottrarre risorse allo Stato espone i soggetti più deboli ad una vulnerabilità altissima, e si presta ad essere oggetto di interesse della criminalità. Il gioco online, a differenza di quello che viene veicolato attraverso la rete terrestre, è molto meno controllabile.

Chi studia il fenomeno della ludopatia sa bene che il proibizionismo non risolve il problema. Sono riflessioni che ci hanno portato a pensare che si potesse trovare un accordo con la Regione, le Asl per arrivare a strategie unitarie che ci aiutino tutelare le persone fragili ma anche le imprese che per altro operano come concessionari dello Stato. Questo – ha proseguito il Vice Direttore di Confcommercio Toscana – ha portato ad avviare un lavoro con l’ente rappresentato dalla nuova giunta regionale. Un lavoro importante, di approfondimento e valutazione che si è concluso nell’agosto scorso con la presentazione dell’accordo. Sono un insieme di strategie e azioni che rendono giustizia ad una categoria che lavora nell’onesta e nella legalità. Tre le direttive delineate: la consapevolezza rispetto al problema, il monitoraggio del fenomeno per poter arrivare ad una gestione efficace del fenomeno, e legalità. Volevamo proporre alla Regione una collaborazione e puntare alla formazione degli operatori. Per questo abbiamo chiesto all’Ente di non imporci una formazione come atto burocratico e questo è stato fatto. L’impresa o l’addetto (parliamo di 1400 aziende toscane che dovranno fare formazione) potranno contare su una formazione reale, concreta e efficace, in modo da poter garantire un servizio sociale alla comunità e aiutando al rispetto delle regole che sappiamo essere molto stringenti. Chi partecipa a questa formazione deve potere avere un marchio di qualità rilasciato dalla Regione Toscana. Si potrà contare anche su di un coordinamento nazionale, di cui anche noi faremo parte così come dell’associazione dei gestori. A breve si partirà con questa iniziativa, che si distingue per la collaborazione raggiunta perfezionata tra associazione e Regione”, ha concluso Picchi.

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