“Questo è un settore regolamentato, con sistemi normativi e concessori fondati sul contrasto all’illegalità. Non a caso vengono sempre più sviluppati contenuti per la tutela dei consumatori, grazie anche a un sistema altamente tecnologico”. Lo ha detto Emmanuele Cangianelli (foto), presidente EGP-FIPE, durante il webinar “La tutela dei consumatori nei giochi pubblici. Gli esercenti tra regolazione e responsabilità“.

“Dopo il Covid la ripartizione della spesa ha visto favorito il gioco online, qui si è avvicinata al 20% del totale, circa 3,5 miliardi. I restanti 13 miliardi vengono invece spesi nei punti vendita fisici, sia specializzati che generalisti. Gli apparecchi da gioco retail non sono tornati ai livelli del 2019, più che altro per motivi legati all’aumento della tassazione già prevista ante Covid. Gli altri giochi del retail come scommesse e bingo – ha proseguito il presidente di EGP-FIPE – sono in lieve flessione perchè il numero dei punti vendita, dopo il lockdown, è minore rispetto a quello del 2019. Giochi come il poker online sono invece più che raddoppiati nel 2021 e restano stabili nel 2022. Le scommesse nell’online stanno perdendo qualcosa in questi mesi perchè parte del gioco è tornata nei luoghi fisici. I giochi, comunque, non hanno tutti lo stesso costo per i consumatori. Il ritorno in vincite è molto diverso sia tra gli stessi giochi del retail, che rispetto all’online, dove è molto più alto. L’illegale è un fenomeno che le autorità stimano in un giro d’affari di circa 20 miliardi, cifra che rischia di essere sempre più alta se non si riesce a controllare il gioco online illegale, che rappresenta più della metà del totale del gioco illecito”, ha concluso Cangianelli.

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