jarre
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(Jamma) Non è assolutamente vero che la legge regionale piemontese sul gioco d’azzardo è inefficace. E’ quanto sostiene Paolo Jarre, della Società Italiana Tossicodipendenze Piemonte e Valle d’Aosta, in riferimento alle osservazioni della filiera delle new slot. “Occorre ricordare come la Legge abbia finalità prevalentemente di prevenzione primaria e di limitazione del rischio e non di riduzione, sic et nunc, della patologia già manifestatasi; finalità che si persegue attraverso una rarefazione, sia in termini geografici che temporali, dell’offerta e una sua dislocazione in contesti meno “sensibili”.
Pertanto una corretta modalità di misurarne l’efficacia sarà quella di monitorare nel corso
degli anni a venire, sia attraverso le grandi survey nazionali (gli studi IPSAD e ESPAD del CNR, e lo studio dell’Istituto Superiore di Sanità i cui dati sono di imminente pubblicazione) che tramite i dati dei Servizi per le dipendenze, l’andamento della prevalenza dei soggetti problematici per il gioco d’azzardo in Regione, sia che accedano ai servizi sia che non lo facciano.
In secondo luogo finalità della Legge è quella di ridurre l’esposizione all’offerta di gioco
delle persone già in trattamento per disturbo da gioco d’azzardo e in faticosa remissione per ridurne il rischio di ricaduta.
Solo in ultima analisi, come vantaggio secondario, la Legge mira al contenimento della
domanda, in particolare da parte dei soggetti a maggior rischio (i giocatori di apparecchi automatici, come ampiamente dimostrato dalla letteratura scientifica e dai dati nazionali IPSAD 2017).
Per avere dati certi sulla riduzione del fenomeno ci andranno quindi diversi anni; per
monitorare l’effetto sulla prevenzione della recidiva nei soggetti in trattamento è in corso uno studio sui 1500 giocatori in trattamento in Piemonte; quello che si può fare per ora è un commento sui dati di spesa di questi primi mesi di applicazione estesa.
E’ anche così non si può non partire proprio da una affermazione di ASTRO: “.. la raccolta
(il giocato ndr) nei primi 4 mesi è scesa complessivamente del 3,8%”.
I dati presentati da ASTRO per confrontare gli ultimi 4 mesi del 2017 con i primi 4 del 2018
peraltro non sono ancora stati divulgati dai Monopoli (non compaiono sul sito dove si è fermi al primo semestre 2017); dice ASTRO che non tengono conto “…. del gioco online, delle nuove forme di illegalità e del gaming frontaliero”. Su queste forme di gioco per ora si possono fare solo supposizioni, non c’è alcun dato che non sia questo o quello racconto aneddotico.
Sul gioco online è in corso di predisposizione uno studio dell’ASL TO3 con il Politecnico di
Milano per verificare se in Piemonte sia o meno in crescita in modo superiore a quanto accade nel resto dell’Italia.
Il gioco illegale è un fenomeno quantitativamente marginale (ci mancherebbe, vista la
massiccia e continua espansione dell’offerta legale…); i recenti dati IPSAD 2017 dicono che meno del 5% dei giocatori in denaro ha praticato nell’anno precedente anche un solo gioco illegale.
In sintesi i dati presentati dicono che nei 4 mesi considerati la raccolta con gli apparecchi
automatici (New Slot e VLT) è scesa da 1077 milioni di € a 987 milioni di €, meno 90 milioni
(anche se diminuiscono molto le Slot e aumentano un po’ le VLT, ma questo è un fenomeno
generalizzato in Italia); tutti gli altri giochi indicati (Lotterie istantanee, Lotto e Scommesse
sportive) salgono complessivamente di 38 milioni.
Il saldo “negativo” del giocato è di 52 milioni in soli 4 mesi.
Per analizzare meglio però chi ha risparmiato e quanto i dati vanno calati sulla platea dei
giocatori per i singoli giochi.
Il recente studio IPSAD 2017 ci dice che in Italia sono circa 22 milioni i soggetti (15-84
anni) che hanno dichiarato di aver praticato almeno un gioco in denaro nell’ultimo anno; di questi solo 1 milione e 300mila persone ha giocato anche con apparecchi automatici mentre i restanti 20 milioni e 700mila ha praticato solo gli altri giochi.
Dal momento che in Piemonte, almeno fino alla Legge regionale, si giocava grosso modo
come nel resto d’Italia, quei dati nazionali possono essere proporzionati alla realtà regionale (7,4% della popolazione italiana).
Ciò vorrebbe dire in Piemonte:
– 1 milione e mezzo di persone che hanno giocato nell’ultimo anno di tutto ma NON con
APPARECCHI automatici di gioco;
– 96.000 persona che hanno giocato solo o anche CON APPARECCHI.
Allora proviamo a incrociare i dati; i 96.000 giocatori di Slot e VLT hanno giocato
complessivamente 90 milioni in meno in 4 mesi, 940 € a testa in meno, 235 € in meno al mese; il milione e 600.000 di giocatori piemontesi che hanno fatto almeno un gioco qualsiasi (contandoli tutti, anche quelli che giocano anche o solo apparecchi) nell’ultimo anno, in quegli stessi 4 mesi hanno speso 38 milioni in più in tutti gli altri giochi, 65 € a testa in più, 16 € in più al mese. C’è quella che si dice una bella differenza.
Quindi la Legge, anche fosse vero che sposti solo su altri giochi, compirebbe una
rilevantissima operazione equitativa, di tutela sociale dei giocatori a maggior rischio, quelli di Slot e VLT.
Quindi ha un fondo di verità quanto afferma Pucci che “…la legge regionale ….abbia
…colpito alcuni prodotti più di altri” perché questo era anche negli intendimenti, proprio alla luce di quegli “studi scientifici” cui Pucci chiede di adeguare la normativa” conclude Jarre.

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