iaccarino
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“Il contrasto al gioco patologico potrà essere più efficace se le ricerche in materia proseguiranno, con la collaborazione di tutte le parti interessate, utilizzando anche le tecnologie più innovative come strumenti utili a limitare il fenomeno”.

E’ quanto afferma il Dott. Armando Iaccarino, Presidente del Centro Studi As.Tro, a margine della presentazione, oggi a Roma, dei risultati dell’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

“C’è da apprezzare il lavoro svolto, in particolare per la chiarezza e la linearità metodologica da cui è caratterizzato; la mole di dati va certamente studiata con attenzione, ma qualche considerazione a caldo si può già fare. Emerge una correlazione tra stili di vita e tendenza a diventare giocatore problematico, si rileva una sovrapposizione di dipendenze. Questo, insieme ad alcuni altri elementi, come ad esempio le motivazioni al gioco e la scelta di dove giocare e i fattori di rischio, generano alcune perplessità sugli interventi da effettuare per contrastare questo fenomeno e sulla reale efficacia degli interventi fin qui adottati. Mi pare emerga la necessità di mettersi tutti intorno a un tavolo, tutti coloro interessati dal fenomeno, per capire quali possano essere le misure più efficaci di intervento”.

Il Dott. Iaccarino ritiene, ad esempio, che la proposta di “rendere sempre meno visibili i luoghi di gioco contrasti in maniera evidente con la tendenza del giocatore problematico a ricercare la garanzia della privacy. Forse, più sono visibili le situazioni di gioco, più si contrasta chi è consapevole di avere una particolare patologia. E’ un esempio minimo, ma dimostra come serva fare un passo avanti nella ricerca delle motivazioni alla base del fenomeno”.

Un ruolo fondamentale nella tutela dei giocatori problematici dovrà poi giocarlo “l’innovazione tecnologica, come evidenziato nel corso del convegno di oggi dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli”, il lavoro sugli aspetti educativi e comportamentali, che per altre dipendenze ha mostrato efficacia, “è un aspetto su cui poco si fa e che invece dovrebbe essere perseguito con maggiore attenzione”.

Tra le misure di contrasto potrebbe esserci l’estensione del registro unico delle autoesclusioni, attivo per l’online, anche alla rete di gioco fisica: “è uno degli strumenti che si potrebbe adottare insieme ad altri già citati – dice ancora il Dott. Iaccarino – come ad esempio un tetto per le puntate adottato in Gran Bretagna, gli allungamenti dei tempi di gioco o la riduzione delle vincite. Questo ci riconduce all’importanza dell’innovazione tecnologica, chiaramente più facile per alcuni segmenti di gioco come l’online e gli apparecchi, meno facile ma ugualmente perseguibile per altri settori”.

Il dato complessivo sui giocatori problematici, sottolinea infine il Dott. Iaccarino “è in linea con altre dipendenze, non sono sorpreso eccessivamente. Può essere un dato sovrastimato, anche se non in maniera significativa. Ci sono però degli aspetti negli indicatori che mi lasciano perplesso: facendo una battuta, il riferimento a 4 birre a settimana, come indicatore di rischio alcolismo, è un riferimento che riguarda probabilmente il 90% della popolazione adulta italiana. Forse su alcuni aspetti la sovrastima potrebbe derivare da una definizione non del tutto coerente dei marcatori, che indicano questo tipo di situazione”.

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