(Jamma) – Come noto ai nostri associati l’ISI è un’imposta che colpisce, tra l’altro: gli apparecchi e congegni elettromeccanici con vincite di piccola oggettistica e apparecchi e congegni senza premi di cui all’art. 110, comma 7, lett. a) e c), TULPS; gli apparecchi meccanici ed elettromeccanici diversi da quelli di cui all’art. 110, comma 7, lett. a), TULPS (biliardi, biliardini, flipper, ecc.).
Ed è tenuto al versamento del predetto tributo: l’esercente attività organizzata e diretta alla distribuzione, installazione e gestione economica di apparecchi meccanici o elettromeccanici da divertimento ed intrattenimento, posseduti a qualsiasi titolo, collocati in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli o associazioni di qualunque specie; oppure l’esercente l’attività il quale è anche proprietario dell’apparecchio da intrattenimento presente nel proprio locale.

L’importo dovuto è pari all’8% da applicare agli imponibili forfettari medi fissati dal Legislatore di cui al DM 10 marzo 2010. Come anche indicato in un precedente articolo pubblicato sul nostro sito entro il 16/03/2017, andava versata: l’ISI con riferimento agli apparecchi che risultano istallati al 31/12 dell’anno precedente (ossia al 31/12/2016); l’ISI con riferimento agli apparecchi istallati entro l’ultimo giorno del mese di febbraio dell’anno stesso (ossia entro il 28/02/2017).

E per il versamento occorre indicare sul modello F24 accise il codice tributo “5123” l’anno di riferimento “2017”ed il codice ente “M”. Per chi avesse dimenticato o non potuto pagare tale imposta entro la data del 16/03/2017 si fa presente che l’Ufficio applicherà la sanzione piena di cui all’art. 13 D.Lgs. 471/1997, ossia pari: al 30% dell’importo non versato; o ridotta al 15% se il versamento è eseguito nei primi 90 giorni.

Tuttavia se si volesse pagare l’imposta tardivamente si ricorda che l’omesso versamento dell’ISI, essendo un tributo gestito dall’Agenzia delle Entrate, è da ritenersi ravvedibile ai sensi dell’art. 13 D.Lgs. 472/1997 e pertanto, applicando il ravvedimento operoso, la sanzione (ridotta) dovuta è quella che segue (a seconda del momento cui ci si ravvede).

E cioè: dal 1° al 14° giorno – 0,1% per ciascun giorno di ritardo, con una sanzione massima di 1,4% se ci si ravvede il 14° giorno; dal 15° al 30° giorno – 1,5% (1/10 di 15%); dal 31° al 90° giorno – 1,67% (1/9 di 15%); oltre il 90° giorno ed entro 1 anno – 3,75% (1/8 di 30%); oltre 1 anno ma entro i 2 anni – 4,29% (1/7 di 30%); Oltre i 2 anni – 5% (1/6 del 30%). Alla sanzione occorre aggiungere anche gli interessi al tasso annuo legale per ogni giorno di ritardo.

Per il ravvedimento il mod f24 accise andrà così compilato: per la sanzione va utilizzato il codice tributo “5144”; gli interessi vanno sommati all’imposta omessa (codice tributo 5123); il codice ente è “M”; l’anno di riferimento è “2017”.

Dott. Marco Minoccheri (Consulente Fiscale AsTro)

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