«Il D.P.C.M. del 17 maggio, nella definizione delle modalità di ripartenza delle attività economiche e produttive, dispone la sospensione dell’esercizio per sale giochi, sale scommesse e sale bingo.

Nulla scrive – afferma Francesco Pirrello – circa la ripresa delle attività di gioco presso gli altri esercizi che, pur non essendo punti vendita specializzati, possono effettuare raccolta di gioco con gli apparecchi con e senza vincita di denaro.

Nella logica del Governo, secondo la volontà di non lasciar indietro nessuno, la ripartenza dopo il lockdown per il Coronavirus è quindi consentita per legge anche per gli apparecchi AWP distribuiti sul territorio e installati nel rispetto degli orari e dei limiti di distanza dai luoghi sensibili disposte dagli Enti territoriali.

La non ripartenza delle attività di raccolta con le AWP può essere determinata esclusivamente da una disposizione amministrativa non supportata da riferimenti nella legge primaria».

Così il presidente di AGGE Sardegna, Francesco Pirrello, attraverso i legali di riferimento dell’Associazione, ha disposto «un format per inviare diffida a Enti, Concessionari e persone che ostacolano con il loro “fare e non fare” la ripresa delle attività economiche consentite a danno del lavoro in aziende private, lavoro tutelato dai principi costituzionali.

Peraltro il servizio di offerta del gioco è un servizio pubblico e dalla diffida, oltre che dalle successive e possibili iniziative legali, potrebbero discendere giudizi delle Autorità che riconoscano il danno arrecato alle attività degli operatori, dell’Erario e alle libertà di cittadini e giocatori.

Agge Sardegna – conclude Francesco Pirrello – è a disposizione di tutti, gestori ed esercenti, per fornire gratuitamente il format e assistenza per avviare la procedura di diffida».