Dal 15 ottobre il Green Pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori, in queste ore è in preparazione un Dpcm contenente le linee guida per la corretta applicazione del provvedimento. Per la legge sulla privacy il certificato va controllato tutti i giorni, un problema per le imprese più piccole e per alcune professioni che solitamente non passano per la sede fisica delle ditte che li impiegano.

“Molte delle nostre imprese associate hanno difficoltà reali ad applicare questo regolamento – afferma il presidente della CNA, Daniele Vaccarino (nella foto), intervistato ai microfoni di Rds – Ad esempio chi non passa dalla sede centrale per recarsi sul posto di lavoro come gli installatori, gli addetti alle pulizie o ancora gli operai edili che si recano direttamente in cantiere, dove risulta quasi impossibile controllare il Green Pass”.

“Ma uno degli aspetti più complessi riguarda la legge sulla privacy, secondo la quale non è possibile archiviare i dati – ricorda Vaccarino – come CNA proponiamo una moratoria su alcuni specifici regolamenti sulla privacy che permetta di conservare i dati, come la scadenza del Green Pass, in modo da non doverlo controllare ogni giorno. Questo attualmente non è possibile, chiediamo quindi un intervento urgente di semplificazione della normativa e maggiore elasticità sulla privacy”.

Il provvedimento prevede, inoltre, la sospensione dal lavoro per il dipende sprovvisto della certificazione verde. Assenze che possono anche creare dei ritardi nella produzione, come sottolinea il presidente della CNA, intervistato in diretta a RaiNews 24: “Alcune nostre imprese associate si stanno organizzando per avere più sistemi di rilevazione, per avere più fonti di controllo sui propri dipendenti. A ciò si aggiunge anche il problema della carenza delle materie prime che rischia di frenare la ripresa economica. Un problema che sta diventando drammatico in alcuni settori come quello delle costruzioni che dovrebbero invece avere una spinta maggiore dovuta dall’introduzione dei vari bonus”.