Federamusement di Confesercenti, Sapar, ACMI, ASTRO, Consorzio Fee e NewAsgi chiedono ascolto a Governo e Regioni

Il gioco senza vincita in denaro rischia di essere annoverato tra le vittime del Coronavirus. Il puro amusement – con le decine di migliaia di famiglie che lavorano nel settore – è infatti uno dei grandi esclusi dai decreti ministeriali: non figura ancora una data certa per la ripartenza delle sale divertimento per bambini e famiglie e a oggi non sono pervenuti aiuti concreti al comparto.

Se in alcune Regioni, come il Veneto, sono state annunciate riaperture, permane però grande confusione sul territorio italiano e ancora una volta il comparto sconta un deficit di identità nella opinione di legislatori e istituzioni, che faticano a riconoscergli uno status autonomo con ciò che questo comporta in termini di regole e riconoscimenti.

“Assieme a Sapar ACMI e ASTRO abbiamo preparato e fatto pervenire alle autorità competenti– commenta il Presidente di Federamusement Alessandro Lama – un protocollo con tutte le misure precauzionali che siamo già in grado di mettere in pratica in tutte le strutture nostre consociate a tutela della salute di ospiti e dipendenti. Vogliamo riaprire il prima possibile e siamo pronti a farlo in piena sicurezza. In questo momento – sottolinea Lama – è quanto mai importante che tutte le principali realtà che difendono il puro gioco – Federamusement,di Confesercenti Sapar, ACMI, ASTRO, Consorzio FEE e New Asgi – si muovano compatte”.

Le associazioni sono in costante dialogo con Governo centrale e Regioni per cercare di ottenere ascolto e supporto per il comparto. In palio c’è la sua stessa sopravvivenza, su cui sovrasta gravosa la minaccia della concorrenza internazionale, dei costi della pandemia e di un futuro più che mai incerto. “Solo certezze sulla riapertura e concretezza sulle misure di sostegno – conclude Lama- permetteranno ai gestori di alzare le serrande delle sale: sono l’unica speranza di sopravvivenza per un comparto che già doveva lottare per restare a galla prima dell’era Covid”.