E’ l’osservazione formulata nel corso dell’apertura della 33esima edizione di Enada Rimini

Ha preso il via questa mattina, dopo due anni di stop a causa della pandemia, la 33esima edizione di Enada Rimini, la manifestazione organizzata da SAPAR e Italian Exhibition Group. L’evento si svolgerà presso la Fiera di Rimini fino al 23 settembre. Al centro dei lavori un’analisi del settore, dopo il doppio lockdown e l’impatto delle nuove misure, introdotte dal Governo, sulle attività di sale giochi, anche tenendo conto dei dati resi noti dell`Agenzia Dogane e Monopoli, che fotografano come la spesa per il gioco legale sia diminuita del 33,2% (12,9 miliardi di euro) rispetto al 2019, causando una diminuzione delle entrate fiscali del 36,3%, pari a circa 4,1 miliardi.

“Quella che stiamo attraversando è una fase cruciale, poiché dopo aver riaperto ci sono tutte le condizioni per non chiudere più. Il green pass, che è regolato a livello nazionale e non regionale, costituisce uno strumento necessario per il contrasto alla pandemia. I luoghi fisici in cui si gioca rappresentano quindi un valido ed efficace presidio sanitario e, allo stesso tempo, assicurano un incisivo contrasto al disturbo da gioco d’azzardo, mettendo a disposizione prodotti di Stato e contrastando così anche l’illegalità. Ora è giunto il momento di risolvere problemi strutturali. In questo senso il riordino è lo strumento per cancellare gli effetti espulsivi dei distanziometri regionali, che impediscono lo svolgimento delle gare. Per questo la priorità è quella di mettere in sicurezza le realtà esistenti in scadenza, garantendo le proroghe tecniche in attesa del riordino”. E’ quanto ha sottolineato nel suo intervento Geronimo Cardia (nella foto), Presidente dell’Associazione Concessionari di Giochi Pubblici.