Sono oltre 1000 le persone presenti all’assemblea generale dei lavoratori del gioco legale indetta dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

“Più di 150mila lavoratori dipendenti del settore del gioco legale, della distribuzione specializzata, delle sale Bingo, delle case da gioco, delle sale scommesse e gaming halls sono in zona rossa dall’inizio della pandemia. Qualsiasi colore abbia avuto il resto d’Italia, anche se altri settori hanno aperto, i lavoratori del settore gioco legale sono stati bloccati, senza nessuna possibilità di tornare al lavoro. Migliaia di persone che vogliono soltanto avere gli stessi diritti di altri lavoratori di settori come la ristorazione. Non vogliono essere più ignorati” fanno sapere i sindacati.

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“La manifestazione di oggi è stata rimandata per l’emergenza pandemica, l’abbiamo quindi sostituita per ora con questa assemblea nazionale” ha detto Roberto Massaro (Filcams Cgil) in apertura.

E’ quindi intervenuto il responsabile nazionale Uiltucs del settore gioco legale, Paolo Proietti (nella foto): “Il 24 ottobre si è decretata la nuova chiusura del settore insieme ad altre attività, abbiamo quindi lavorato sui protocolli per dotarsi di uno strumento che fornisse garanzie in termini di protezione dal contagio ad operatori e utenti del gioco. Lo strumento si è rivelato efficace, nei mesi di apertura non è stato registrato alcun focolaio nelle sale, i protocolli sono anche stati rivisti e implementati per mandare un segnale alle istituzioni, ossia che gli attori di questo settore non sottovalutano il problema della pandemia. Perchè pesi e misure così diverse con altre attività? Perchè per il gioco non conta il colore e le attività rimangono chiuse? Sarebbe da capire perchè il Cts ha preso questa decisione. Noi non chiediamo vie preferenziali, ma nemmeno discriminazioni. Riaprire le sale nelle zone gialle e bianche è quello che vogliamo. C’è un problema di attenzione da parte della politica verso il comparto. Gli ammortizzatori sociali non sono sufficienti per le persone impiegate nel settore del gioco, c’è poi anche un problema di ritardi imperdonabili. La situazione non ci rassicura affatto. Oggi i fenomeni di illegalità stanno esplodendo, con il rischio di vanificare l’impegno di tempo e risorse per garantire un intrattenimento sicuro, legale e responsabile. Questo settore ha anche una sua utilità sociale. Dopo Pasqua probabilmente questo settore sarà di nuovo l’ultimo a riaprire, allora sarà importante tornare a farci sentire nelle piazze e non solo. La lotta continua”.

“La nostra preoccupazione è la crisi che scaturirà, siamo convinti che con le misure di contenimento che avevamo sperimentato già a giugno potremmo ripartire con la sicurezza di tutti. Sul fatto che siano le sale bingo a determinare la diffusione del virus siamo tutti un po’ scettici” ha aggiunto Veronica Iannone (Filcams Cgil), delegata Operbingo Salerno.

Per Marcella Guerzoni (delegata Fisascat Cisl), Romagna Giochi: “La retroattività della legge regionale che ha colpito l’Emilia Romagna prima che succedesse tutto questo ha già portato diversi problemi. Le cose ora sono molto più complicate, considerando le tasse sul settore nonostante fossimo chiusi. Azienda e lavoratori faticano a rimanere tranquilli in questo periodo così incerto sul futuro. Il fatto è che non ci sono evidenze che noi non rispettiamo i criteri imposti, non ci sono stati focolai. Dove possibile vogliamo tornare a lavorare. Siamo arrivati al punto di avere aziende e lavoratori in piazza insieme”.

Donato De Santis (delegato Uiltucs), Novomatic: “Durante il primo lockdown abbiamo presentato i protocolli necessari per la prevenzione dei rischi di contagio, protocolli che sono stati recepiti nelle linee guida. Non ci sono mai stati focolai nelle gaming hall, allora perchè il settore è ancora in chiusura? Quando c’è stata la riapertura questi protocolli si sono rivelati molto efficaci. Direi di procedere con una richiesta di accesso agli atti, farebbe vedere che il settore è fortemente interessato a capire se ci siano valide motivazioni per questa stretta. Stiamo subendo uno stop malgardo ci siano richiami costanti anche da parte di importanti istituzioni, come il direttore dell’Adm, Marcello Minenna, che ha evidenziato i rischi di proliferazione del gioco illegale. L’ennesimo danno che sta portando questo stop. Tutto questo si sta intrecciando, molto male, con le leggi regionali. All’orizzonte non c’è una data di riapertura. Il disagio è serio, forte e ha natura occupazionale. Stiamo restituendo il gioco legale alla malavita dopo anni e anni di lotte fatte e vinte”.

Maria Grazia Taddeo (delegata Filcams Cgil), Sisal: “Noi chiediamo dignità. Siamo aperti al confronto con la pubblica opinione per spiegare molto bene quale è la nostra attività. Sappiamo come regolarci con il giocatore patologico. La direttiva europea non parlava di distanziometro in maniera così pressante, ci sono leggi regionali che sono andate oltre. La nostra è un’attività autorizzata. La dipendenza da gioco non è l’unico problema del giocatore, di solito ha altre dipendenze e lo stesso gioco non è affatto in cima alla lista delle dipendenze in questo Paese”.

Marco De Murtas (Fisascat Cisl): “Come detto i problemi vengono prima della pandemia. Oltre alle potenzialità dell’online gestito da aziende non regolari in Italia si aggiunge tutto ciò che porta avanti la criminalità organizzata nel fisico. L’attenzione della politica si scontra con decisioni irrazionali affidate a Regioni e Comuni. Il contrasto al gioco patologico è cosa seria ma non è la cosa principale, il moralismo irrazionale e il proibizionismo non aiutano nessuno, se non l’illegalità. C’è un danno erariale gravissimo, già questo dovrebbe bastare per ragionare seriamente sulla situazione del settore. Se si continua così per l’occupazione è davvero buia”.

Massimiliano Longhitano (delegato Fisascat Cisl WinMatic a Torino): “La legge regionale con la retroattività del distanziometro sta portando grossi problemi, molti hanno chiuso o venduto. Migliaia di posti di lavoro sono a rischio, siamo un po’ tutti in agonia con questo fermo, chiediamo una soluzione rapida alla Regione Piemonte per tutelare i lavoratori. Noi non siamo lavoratori di Serie B, non possono abbandonarci a noi stessi”.

Francesco Lauria (delegato Filcams Cgil Bingo All Star Torino): “Si stanno creando fragilità che mettono a rischio la vita e il lavoro di molte persone. Abbiamo rispettato i protocolli con molta diligenza. Vogliamo tornare al nostro posto di lavoro al più presto possibile, rafforzando le misure di sicurezza. Questa terza ondata ha di nuovo messo a rischio l’intero settore, chiediamo a tutti di farsi voce unica per riuscire ad avere un’interlocuzione con gli organismi istituzionali a tutti i livelli, non possiamo più permetterci di rimanere a casa”.