L’amministrazione regionale nel Lazio ha legiferato limitando, a 18 mesi dall’entrata in vigore della legge, l’operatività delle aziende legali del gioco, che in agosto vedranno il loro “time out”.

La legge del Lazio ha introdotto retroattivamente le restrizioni al punto tale che rischia di mandare a casa la quasi totalità delle aziende che operano sul territorio regionale e circa 5mila lavoratori nella sola Capitale.

A scendere in piazza saranno i lavoratori del settore legale, per sostenere ed appoggiare le ragioni di tutti gli operatori del gioco lecito laziali, a serio rischio licenziamento, la cui situazione è aggravata anche dal fatto che nelle prossime riaperture, ancora una volta, non sono stati contemplati gli imprenditori del settore del gioco legale.

In ragione di ciò gli operatori del Lazio chiedono supporto e aiuto per i loro lavoratori a tutti gli operatori del settore.

“L’unione fa la forza. Prima di tutto vorrei ringraziare i miei colleghi di As.tro per il sostegno e la vicinanza ricevuti. La speranza è che la manifestazione del 29 aprile possa sensibilizzare l’amministrazione regionale del Lazio e l’opinione pubblica in merito alla grave situazione in cui versa il settore nella nostra Regione. In ogni Regione, quando si tratta di gioco, abbiamo assistito ad una produzione normativa che non tutela la salute, così come paventata, ma la aggrava perché gravi sono le conseguenze dell’illegalità, soprattutto con riguardo ai giocatori. Purtroppo con il pretesto della tutela della salute pubblica in realtà stanno mettendo in atto un “game over” del gioco statale, quello riconosciuto, il solo che può arginare la criminalità organizzata, perché noi siamo l’unico presidio che contrasta le mafie. Alla luce di tutte queste evidenze, chiediamo a gran voce di partecipare in tanti alla manifestazione a Roma il 29 aprile in piazza Oderico da Pordenone dalle 15 alle 19”. Così Antonio Ceraglia, Consigliere As.Tro e responsabile per la Regione Lazio.

“Mi associo al mio collega Ceraglia. La battaglia in Lazio è la battaglia di tutti. L’obiettivo principale della manifestazione è quello di denunciare gli effetti del “game over” causati dai limiti imposti dalla legge regionale all’offerta di gioco legale. Gravi sono le conseguenze sulla legalità ed altrettanto gravi lo sono nei confronti dei nostri dipendenti a rischio licenziamento. Questi effetti non sono controbilanciati da tangibili benefici in termini di lotta alla dipendenza da gioco. Proprio per questi motivi faccio appello a tutti gli operatori a partecipare numerosi” ha dichiarato Giovanni Agliata, Vice Presidente As.Tro.

“La situazione è gravissima e il settore rischia di implodere. Oltre a dove combattere contro normative locali che stanno rendendo illegale ciò che viene riconosciuto con una legge dello Stato, ovvero il nostro lavoro, ora dobbiamo affrontare anche una crisi economica, a cui abbiamo assistito, forse, solo nel dopoguerra. Sinceramente credevo che le parole di Mattarella sul fatto che nessuno dovesse essere lasciato indietro avessero sensibilizzato la politica. Invece ci ritroviamo ancora una volta ad essere gli ultimi. Chiusi completamente da piu’ di 300 giorni, senza che la politica ci dia una speranza per le nostre aziende ed i nostri dipendenti. In piazza il 29 aprile dobbiamo essere in tanti per tutelare i diritti di tutti non solo degli operatori laziali: ormai siamo tutti sulla stessa barca, tutti con gli stessi problemi da affrontare da Aosta a Palermo” conclude Massimiliano Orlandini, Vice Presidente As.Tro.