Gianmaria Chiodo, presidente del C.N.I. scrive una lettera aperta a Giovanni Endrizzi, Senatore del Movimento Cinque Stelle, in merito alle sue ultime dichiarazioni sul gioco pubblico.

«Che lei nei confronti del gioco non sia mai stato dolce – afferma il presidente Chiodo – lo sappiamo, d’altronde faceva parte del vostro programma di governo la guerra al gioco d’azzardo.

Ma chi vi scrive, esimio Senatore, è il presidente di una associazione del “Gioco Legale”, l’azzardo credo sia di competenza di altri soggetti, come anche il suo spot ove festeggiava che finalmente aveva tassato “LE LOBBY DEL GIOCO D’AZZARDO”; beh mi spiace doverla, come purtroppo troppo spesso accade, contradire: avete tassato le piccole medie imprese che fanno “Gioco Legale”, se foste stati attenti non avreste permesso alle “LOBBY” di riversare interamente le tassazioni sulle PMI che sono fatte di persone e lavoratori italiani, avreste distribuito l’incremento della tassazione su tutti i giochi della filiera del “gioco legale” in Italia.

Con l’abbassamento delle probabilità di vincita avete messo mano anche nelle tasche dei giocatori, non lo avete fatto in quelle delle “LOBBY” altrimenti avreste pestato i piedi ad alcuni poteri forti che nemmeno lei si permette di toccare.

Tralasciando queste questioni che lei ben conosce vorrei farle un invito, a spese mie la INVITO personalmente ad un tour delle sale nell’intero territorio italiano (la accompagnerò personalmente) per controllare il rispetto delle norme anti Covid, si stupirà dell’attenzione ma soprattutto della tecnologia che noi del “Gioco Legale” adottiamo per la salvaguardia dei nostri clienti e dei nostri operatori.

Le assicuro che vista la difficile battaglia che abbiamo combattuto anche nelle piazze italiane, e non ultima quella di Piazza del Popolo con oltre seimila operatori che ci ha permesso di riaprire dopo oltre 100 giorni le nostre attività, la sensibilità che abbiamo nel rispettare e far rispettare le precauzioni è altissima in quanto quello che non vogliamo sono delle nuove limitazioni e nuove chiusure.

Rinnovandole il mio invito a farsi un tour del “Gioco Legale” nel territorio nazionale, le chiedo di smettere di fare mera propaganda politica e cercare di trovare soluzioni per far ripartire l’economia italiana, in quanto con oltre 10 miliardi di euro solo nel 2019 il “GIOCO LEGALE ITALIANO” si afferma terza entrata erariale e mi permetta, non ci va di passare per “BRUTTI SPORCHI E CATTIVI” pagando.

Si ricordi che non esistono né imprenditori né lavoratori di serie B».