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Dieci punti imprescindibili per riformare il settore dell’azzardo. Li hanno individuati Consulta nazionale antiusura, Cartello Insieme contro l’azzardo, Alea, Forum associazioni familiari, Movimento no slot, Movimento slot mob, And, Agesc, Acli, Vita e li indicano in un documento rivolto a presidente della Repubblica, Governo e Parlamento per un nuovo approccio legislativo al tema dell’azzardo.

Le associazioni pongono come fonti normative “il decreto dei livelli essenziali di assistenza, le modifiche introdotte dal decreto dignità, l’entrata in vigore delle leggi regionali in Emilia Romagna, in Piemonte, in Umbria, in Lombardia e in corso di vigenza in altre regioni, i regolamenti comunali applicati ormai da diversi anni in alcuni luoghi e in via di emanazione in altri”. Governo e Parlamento, è la richiesta, si avvalgano “nella fase istruttoria di una commissione di esperti di comprovata indipendenza a cui sia demandata la riscrittura di un piano di riordino secondo un modello socialmente ed economicamente sostenibile”.

Le associazioni chiedono anche una consultazione delle entità (operatori pubblici, non profit e volontariato) che effettivamente prendono in carico persone e famiglie, una corretta terminologia per designare l’oggetto da regolare e gli scopi delle leggi e dei regolamenti, la presa in carico terapeutica della persona da parte di un servizio competente, provvedimenti amministrativi per tutelare la salute, nella comunicazione con i cittadini in attesa dell’entrata completa in vigore delle norme contro la pubblicità e le sponsorizzazioni per il gioco d’azzardo, nessuna moratoria all’entrata in vigore delle leggi regionali già approvate.

In caso di delega legislativa per la “riforma” dell’ordinamento, per le associazioni è indispensabile la specificazione di “termini e principi inderogabili da richiamare negli articolati, senza alcun pregiudizio dei valori protetti dall’ordinamento”.

Infine, vi è un forte richiamo alla “trasparenza”, sia in merito alla pubblicazione dei dati della filiera distributivo-gestionale del gioco d’azzardo, sia in tema di selezione e verifica antimafia e anticorruzione negli assetti societari tanto dei concessionari quanto dei soggetti economici che operano nella filiera del gioco d’azzardo autorizzato.

A questa iniziativa, come sembrerebbe logico, dovrebbe essere affiancata una analoga iniziativa da parte delle associazioni che rappresentano il settore del gioco legale e che fino ad oggi non sono mai state interpellate da esponenti dell’attuale governo. mc

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