“Iniziative lodevoli di condivisione dell’impegno civico volto alla tutela dei cittadini deboli e problematici, basati tuttavia su dati errati e allarmistici. Come al solito ci ritroviamo a dover replicare e smentire numeri lanciati a caso da illustri esponenti del consiglio regionale abruzzese solamente per cavalcare l’ormai collaudata battaglia populistica e demagogica basata sulla messa alla gogna delle AWP. Condividiamo qualsiasi iniziativa volta alla promozione e formazione sul gioco sano, deploriamo questa classe politica assolutamente non informata sui fatti che legifera senza verificare le fonti dalle quali trae le basi per redigere un disegno di legge. Questo è veramente inammissibile”.

Così Andrea Soriano, presidente della delegazione Abruzzo dell’Associazione Nazionale Sapar, che raduna i gestori, produttori e costruttori degli apparecchi del gioco di Stato, commentando la notizia sulla presentazione di una proposta di legge del PD in Abruzzo.

“Partiamo dal primo dato errato – dichiara Soriano -:  mentrein un articolo si parla di una spesa pro capite di 2035 euro senza specificare quale sia la fonte ufficiale di questo dato, noi possiamo invece affermare che, partendo dai numeri contenuti nel Libro Blu dei Monopoli 2018 riferiti alla regione Abruzzo, dividendo la spesa agli apparecchi per il numero degli abitanti, ogni cittadino abruzzese spende agli apparecchi  0,53 centesimi al giorno, pari a 193 euro annui. Parliamo quindi di numeri totalmente diversi rispetto a quelli pubblicati sul quotidiano.  Cifre a caso sono state fornite anche dai consiglieri  PD Silvio Paolucci e  Antonio Blasoli, i quali si sono ben guardati dal citare la fonte da cui hanno estrapolato il numero di pazienti affetti da DGA, parlando di 17 mila persone affette da disturbo da gioco d’azzardo solo in Abruzzo, 800 mila sul territorio nazionale.

Noi invece citiamo l’Istituto Superiore di Sanità e l’Eurispes che indicano  “in 1,5 milioni e mezzo i giocatori problematici. Ma l’area dei giocatori problematici non coincide con quella dei giocatori patologici, definibili così solo a seguito di una diagnosi medica e successivamente alla “presa in carico” da parte delle strutture sanitarie. In Italia sono solo 13mila le persone che vengono assistite dai Dipartimenti delle Dipendenze Patologiche delle Asl, e rappresentano lo 0,87% dei giocatori “problematici””.

Il presidente della delegazione Abruzzo invoca quindi “la necessità di una riforma nazionale sul gioco, previsto nel Decreto Dignità, che avrebbe dovuto vedere la luce entro febbraio 2019, ma di cui ancora non è circolata nemmeno una bozza di testo.  Quindi l’impegno concreto da parte della giunta abruzzese di adoperarsi per la realizzazione di progetti di formazione e informazione sul gioco sano e responsabile, che coinvolga attivamente la cittadinanza e ponga le aziende sanitarie in una condizione di strutturarsi al meglio per provvedere alla tutela della salute del cittadino. Sapar è disponibile a collaborare con la Regione in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo per addivenire al fine ultimo condiviso con le amministrazioni regionali: tutela del cittadino, della legalità, delle aziende di gestione e dell’occupazione”.