Sapar comunica che “con Decreto Legge nr.118/2021 è stata introdotta una procedura di risanamento per le imprese commerciali ed agricole (anche se non hanno i requisiti per essere sottoposti a fallimento, amministrazione controllata o concordato preventivo, c.d. imprese “sotto soglia”) che si trovano a rischio di insolvenza.

La procedura prevede la facoltà per l’impresa di presentazione di istanza di nomina di un esperto indipendente presso la Camera di Commercio competente per territorio in base alla sede legale delle imprese. L’istanza si presenta telematicamente tramite piattaforma telematica da istituirsi che sarà  accessibile attraverso il sito delle Camere di Commercio.

L’esperto è nominato tra i commercialisti e gli avvocati iscritti da almeno 5 anni ai rispettivi albi professionali nonché tra i consulenti del lavoro che dimostrino di aver concluso almeno tre accordi di ristrutturazione del debito e tra i soggetti che pur non essendo iscritti ad albi professionali hanno ricoperto ruoli di direzione in imprese  interessate da accordi di ristrutturazione del debito”.

Agevolazioni

Successivamente all’accettazione dell’incarico da parte dell’esperto indipendente l’imprenditore può richiedere l’adozione di misure protettive del patrimonio, successivamente all’accettazione di tale richiesta e fino alla conclusione delle trattative non potranno essere emesse sentenze di fallimento  dichiarative dello stato di insolvenza mentre dalla pubblicazione dell’istanza  non potranno essere intraprese o proseguite azioni esecutive da parte dei creditori (a meno che non si tratti di crediti di lavoro)o acquisiti diritti di prelazione da parte dei medesimi.

Dall’accettazione dell’incarico da parte dell’esperto e sino alla conclusione delle trattative gli interessi che maturano sui debiti tributari dell’imprenditore sono ridotti alla misura legale.
Le sanzioni tributarie per le quali è prevista l’applicazione in misura ridotta in caso di pagamento entro un determinato termine dalla comunicazione dell’ufficio che
le irroga, sono ridotte alla misura minima se il termine per il pagamento scade dopo la presentazione della istanza.

Le sanzioni e gli interessi sui debiti tributari sorti prima del deposito dell’istanza  e oggetto della composizione negoziata sono ridotti della metà nel caso di proposta di piano di ristrutturazione da parte dell’imprenditore. In caso di pubblicazione nel registro delle imprese del contratto con i debitori e dell’accordo previsto dal regio decreto n. 267 del 1942, dal decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, o dal decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni dalla legge 39/2004 l’Agenzia delle entrate concede all’imprenditore che lo richiede, con istanza sottoscritta anche dall’esperto,un piano di rateazione fino ad un massimo di settantadue rate mensili delle somme dovute e non versate a titolo di imposte sul reddito, ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta, imposta sul valore aggiunto e imposta regionale sulle attività produttive non ancora
iscritte a ruolo, e relativi accessori.

L’attività dell’esperto indipendente

Il suddetto esperto indipendente potrà proporre accordi di risanamento con i creditori e la rinegoziazione dei contratti ad esecuzione differita e continuata divenuti eccessivamente onerosi a seguito dell’epidemia da Covid 19. Potrà inoltre essere sottoscritta una convenzione di moratoria con i creditori o un accordo con i medesimi che non potrà essere oggetto di azione revocatoria.

L’imprenditore all’esito delle trattative potrà anche proporre un accordo di ristrutturazione dei debiti oppure potrà:

a) proporre il piano attestato di risanamento di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d), del regio decreto n.267 del 1942;
b) proporre la domanda di concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio;
c) accedere ad una delle procedure disciplinate dal regio decreto n. 267 del 1942, dal decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, o dal decreto-legge 23 dicembre 2003,n. 347, convertito, con modificazioni dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39.

In caso di esito negativo delle trattative l’imprenditore entro 6 mesi dalla relativa comunicazione da parte dell’esperto indipendente può richiedere al Tribunale il concordato per cessione dei beni.

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