In un’intervista al Corriere della Sera il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, afferma che “quest’estate non staremo al balcone e la bellezza dell’Italia non rimarrà in quarantena. Potremo andare al mare, in montagna, godere delle nostre città. E sarebbe bello che gli italiani trascorressero le ferie in Italia, anche se lo faremo in modo diverso, con regole e cautele. Attendiamo l’evoluzione del quadro epidemiologico per fornire indicazioni precise su date e programmazione”.

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La replica di Sapar: “Che dire, abbiamo fatto presente in più occasioni sia a livello istituzionale sia da queste pagine che in Italia esiste ancora un intero comparto produttivo italiano (il terzo) ovvero quello del gioco di Stato che è a casa a “tempo indeterminato”. Ci fa piacere sentire queste parole, vorremmo solo sommessamente far notare che per andare in vacanza la condizione minima è che si abbia un lavoro. Alla stato attuale migiaia di piccole e medie imprese e 150mila lavoratori rischiano di non riprendere mai più a lavorare. Per il resto degli itialiani non possiamo che augurare loro buone ferie”.