“La descrizione dei cinema e teatri sicuri di Franceschini ricorda vagamente i luoghi dove lavorano 150mila persone del comparto del gioco. Ancora qualcuno ci deve spiegare perché dobbiamo restare chiusi in regime di colore giallo. Ancora qualcuno ci deve spiegare perchè la gente deve alimentare la criminalità per poter giocare”. Così Sapar su Facebook riferendosi alle ultime dichiarazioni del Ministro della Cultura, Dario Franceschini, che in un’intervista al Corriere della Sera ha affermato: “Ad oggi, teatri e cinema sono chiusi in Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Portogallo. Ma siccome l’Italia è l’Italia vorrei che fossimo i primi a riaprire. L’operazione va fatta non con i proclami né con gli annunci ma per passi possibili. Dario Franceschini ha esortato a “ragionare della riapertura” dei luoghi della cultura, sottolineando  che “in questi mesi abbiamo capito che i luoghi più pericolosi sono quelli dove ti togli la mascherina: ristoranti, bar, case private. Nei teatri e nei cinema, già nella riapertura estiva, c’erano misure di sicurezza molto rigide che si sono rivelate efficienti: mascherina, distanziamento, igienizzazione delle mani, sanificazione dei locali”.

Il ministro dei Beni Culturali, confermato nel passaggio dal Governo Conte bis al Governo Draghi, ha evidenziato il buon andamento delle riaperture graduali dei musei, ma anche i dati drammatici del settore – nel 2020 il 70% di eventi in meno, un calo degli ingressi del 72,90% – e per i lavoratori della cultura, su cui si è intervenuto con aiuti – “li sto riproponendo in modo consistente per il nuovo decreto Ristori. Finché non lavorano, occorre sostenere gli operatori del settore al di là del tipo di contratto che avevano”. Ora, però, “bisogna ragionare della riapertura” ha detto Franceschini.

Quando? “Ho chiesto al Comitato tecnico-scientifico un incontro urgente” ha spiegato il ministro, “mi confronterò poi collegialmente col governo, perché non sono certo io a decidere da solo, e col Cts per individuare tempi e modalità. Però penso che teatri e cinema, con severe e adeguate misure, siano più sicuri di altri locali già aperti oggi. E credo che l’Italia, più di altri Paesi, abbia bisogno come l’ossigeno di tornare ad avere un’offerta culturale. Lo ha detto bene il presidente Draghi. Le città italiane senza teatri e cinema e le piazze senza musica sono più tristi: così l’Italia non è l’Italia”.