“Molto probabilmente questa è la strada per iniziare un percorso insieme che porti alla soluzione del fenomeno del gioco d’azzardo patologico. Per tutelare il consumatore bisogna sedersi e parlare con chi opera nel mondo del gioco, con le società, quello è il giusto modello di crescita, dove ognuno porta la propria esperienza. Io non conosco attività umana lavorativa che non punti anche all’utile, che si può perseguire in tanti modi. In Italia il gioco legale c’è perchè è riconosciuto dalla legge, quindi dobbiamo discuterci. Se esiste un problema di ludopatia bisogna fare tanta prevenzione, ma va fatta assieme a chi lavora in questo settore. Questo è accaduto anche grazie a un nostro progetto, con una società del comparto, che va avanti da due anni e mezzo, anche se si è dovuto fermare per via del Covid. Il progetto si chiama ‘Non dipendo, scelgo’. Si sceglie di giocare con consapevolezza, in questo modo si approccia nel modo corretto il mondo del gioco, che è intrattenimento, non malattia. Con le sale del gaming chiuse, come il bingo, si è ravvivato il gioco di strada, e in questo contesto si va ben oltre il sovraindebitamento. Se gioco su internet, sia legale che non legale, o se gioco nella sala legale, il credito non mi viene concesso, mentre se gioco per strada il passaggio di moneta è possibile ed immediato, veloce, ed ecco che dal sovraindebitamento si arriva all’usura, aggiungendo un ulteriore danno a chi ha già un problema”.

Lo ha detto Fabrizio Premuti (nella foto), presidente Konsumer Italia, intervenendo al convegno – organizzato dalla stessa associazione – che si è tenuto oggi a Roma, presso il CNEL, dal titolo “Giochi e scommesse in Italia, la multidisciplinarietà normativa, il ruolo del consumatore e le prospettive di innovazione digitale”.

“L’azzardo fa parte della vita dell’uomo, in tutti i campi, non dobbiamo criminalizzare l’azzardo, ma la dipendenza, il piacere del rischio, ecco cosa va prevenuto. E questo si può fare meglio se siamo d’accordo con chi opera nel mondo del gioco. Negli sportelli di ‘Non dipendo, scelgo’ in appena un anno siamo passati da 121 momenti di incontro telefonico – di cui 24 si sono poi palesati – a 279, più del doppio, nonostante la pandemia. Questo è un momento di partenza nel quale l’Università, i legislatori e gli operatori possono iniziare un percorso che se portato nel senso della prevenzione e dell’osservazione può farci fare un passo in avanti rispetto al passato”, ha concluso Premuti.